Il fotografo Guido Guidi aprirà gli Incontri Hemingway

24 Giugno 2020

Guido Guidi (Foto Manuela De Leonardis)

LIGNANO. Classe 1941, nato a Cesena dove vive e lavora, l’artista Guido Guidi è Premio Hemingway 2020: un riconoscimento per il volume “In Sardegna 1974 – 2011” (Mack Books Londra), “opera di intensa letteratura fotografica nella quale risalta l’ideologia culturale dell’autore, teso a rappresentare l’identità sociologica e antropologica di un territorio – qui, la Sardegna – superando la convenzionale iconografia spettacolare e turistica, registrando immagini di suggestiva valenza metaforica e poetica, con un mezzo espressivo, la Fotografia, emblematico della modernità, oltre che “specchio con la memoria”.

Sarà Guido Guidi a inaugurare gli Incontri del Premio Hemingway giovedì 25 giugno alle 18, protagonista del dialogo online condotto dallo storico della fotografia Italo Zannier sul sito premiohemingway.it e inoltre sui social del Premio Hemingway, sul sito e i social di pordenonelegge (pordenonelegge.it) e del Comune di Lignano Sabbiadoro (lignano.org). La cerimonia di premiazione si svolgerà, sempre online, sabato 27 giugno alle 18.30.

Info: www.premiohemingway.it

Guido Guidi fotografa soprattutto paesaggi rurali e suburbani in Italia e in Europa e ha insegnato fotografia in alcune università italiane, tra cui l’Università Iuav di Venezia, dove ha studiato dal 1959. Suoi lavori sono stati esposti in diversi musei internazionali. Fra i progetti di rilievo Viaggio in Italia del 1984, nell’ambito di un team con diversi fotografi che hanno raccontato il paesaggio italiano come un luogo reale e quotidiano, fuori dagli stereotipi – un’impostazione che si ritrova abitualmente nelle foto di Guidi – e il volume Per strada, con i paesaggi e le persone incontrati sulla via Emilia, la famosa strada statale che collega Rimini a Milano.

Guido Guidi è l’unico artista ad aver vinto per due volte il Premio Hemingway: la prima nel 2014 con il libro Cinque paesaggi 1983-1993 a cura di Antonello Frongia e Laura Moro (Roma, Postcart/Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, 2013). Già allora la Giuria sottolineava che l’opera di Guidi traspone idealmente lo sguardo di Ernest Hemingway in “racconto per immagini” capace di trasmettere “una visione del paesaggio non ecologistica né memoriale, eppure dissacratoria rispetto alla paesaggistica tradizionale. Senza alcuna ricerca di spettacolarità, Guidi coglie il qui-e-ora del paesaggio naturale e antropizzato, maturando uno sguardo personale e, allo stesso tempo, in fecondo dialogo concettuale con la grande fotografia internazionale”.

Il volume In Sardegna include le foto di due viaggi, uno di nozze e uno nel 2011. La prima visita di Guido Guidi sull’isola coincise infatti con la sua luna di miele, nel 1974: attraverso una Nikon F e una Fiat 127, Guidi raccontò per immagini in bianco e nero la Sardegna alle prese con i cambiamenti sociali e politici post anni Sessanta. La seconda volta, nel 2011, Guidi si portò tre diverse macchine fotografiche: un’Hasselblad, un banco ottico Deardorff 8×10 e una digitale Canon. Il risultato di queste esplorazioni, lontane nel tempo e diverse per mezzi utilizzati, si fonde in tre corposi volumi che testimoniano anche un percorso di ricerca sul medium della fotografia, che pone in dialogo immagini in bianco e nero degli anni Settanta e opere a colori degli anni Duemila.

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