Il Cipaf risponde all'Api

21 Febbraio 2014

“Le quote che le piccole industrie sono state chiamate a versare sono compatibili con le dimensioni e con il peso che esse hanno all’interno del Consorzio”. Lo precisa il Consiglio di amministrazione del Cipaf Alto Friuli che si dichiara un po’ sorpreso per le critiche che sono state mosse all’attuale “governance”, che ha ereditato una complessa situazione e che in questi anni ha faticosamente ricondotto il Cipaf all’equilibrio di gestione grazie alla collaborazione di tutti e soprattutto in virtù di una ritrovata managerialità e competenza gestionale.

Secondo il Cipaf, le spese di compartecipazione a carico delle piccole industrie sono piuttosto limitate (poche migliaia di euro) visto che la maggior parte dei costi è sostenuta dai industrie di maggior dimensione e da pochi altri soggetti, che sono sempre imprese ivi collocate, come prevede il regolamento. I vertici del Cipaf fanno inoltre notare come la comunicazione della volontà dei piccoli industriali associati all’Api giunga dopo le dimissioni del loro designato dal Cda dell’Ente, lasciando questa parte imprenditoriale senza alcuna rappresentanza. Se a ciò si aggiunge che la volontà di non corrispondere i canoni a sostegno della struttura consortile, per altro deliberati all’unanimità dall’assemblea plenaria del Cipaf, è giunta proprio alla scadenza naturale del Consiglio di amministrazione, dopo aver risanato una situazione alquanto complessa, forse si delinea una strategia che poco ha a che fare con il canone e forse di più con la prossima “governance” del Consorzio.

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