Il Burlo (Ts) è all’avanguardia nella cura dei tumori infantili

20 Febbraio 2021

TRIESTE. Ogni anno in Italia si registrano circa 2.500 nuovi casi di tumore in età pediatrica, con un’incidenza di 15 casi su 100 mila abitanti tra 0 e 14 anni, e 20 casi tra 14 e 18 anni. In Friuli Venezia Giulia si diagnosticano mediamente 35-40 nuovi casi di tumore infantile ogni anno, numero che è rimasto costante negli ultimi vent’anni. La patologia prevalente è rappresentata dalla leucemia linfatica acuta seguita dai tumori del Sistema Nervoso Centrale, dai linfomi e dai sarcomi delle parti molli e dell’osso. Vi sono inoltre alcune patologie peculiari dell’età pediatrica quali il nefroblastoma, tumore renale e il neuroblastoma, tumore che può nascere dalle ghiandole surrenali o dai gangli paravertebrali.

«Grazie ai progressi fatti in ambito emato-oncologico – dichiara il dott. Rabusin, direttore della Struttura Complessa di Oncoematologia dell’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo” – oggi la possibilità di ottenere la guarigione per una neoplasia in età pediatrica è superiore al 75 %. Questo risultato è stato ottenuto grazie al costante utilizzo di protocolli chemioterapici all’avanguardia utilizzati in tutti i centri italiani che curano i pazienti affetti da tumore nell’ambito della rete Aieop (Associazione Italiana di Emato-Oncologia Pediatrica) di cui il nostro istituto è centro di riferimento in Fvg, ma anche in virtù degli straordinari miglioramenti in ambito diagnostico. Ogni paziente affetto da tumore in età pediatrica oggi può aver accesso alle terapie più efficaci e innovative grazie allo sviluppo di protocolli terapeutici internazionali specifici per ogni singola patologia oncologica che da un lato hanno migliorato le capacità diagnostiche di malattia e dall’altro hanno consentito l’utilizzo di nuovi farmaci sperimentali con meccanismi d’azione innovativi rispetto alle consuete strategie chemioterapiche. Oltre alla partecipazione a tutti i protocolli di cura all’interno della rete Aeiop, il nostro istituto già da molti anni ha avviato alcuni progetti di ricerca nell’ambito della farmacogenetica e farmacogenomica applicate all’emato-oncologia in grado di aumentare ancora di più le conoscenze sui meccanismi molecolari che portano alla guarigione e al rischio di sviluppare tossicità da farmaci nell’ottica di una sempre migliore personalizzazione del programma terapeutico».

Al Burlo molto si è fatto in questi anni per migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle famiglie all’interno del reparto di emato-oncologia pediatrica durante il percorso di cura. Sono state progressivamente ridotte le giornate di degenza, viene fatta sempre maggiore attenzione nella prevenzione e gestione degli effetti collaterali legati alle terapie somministrate, ma soprattutto è notevolmente aumentata la volontà di mantenere quel progetto di vita dei bambini e ragazzi che inevitabilmente una patologia grave come un tumore rischia di interrompere. «Fondamentale è una presa in carico multidisciplinare dei bisogni del paziente e della famiglia. Oltre alle necessarie competenze sanitarie, mediche e infermieristiche, ci si avvale anche del costante supporto della psicologa, del fisioterapista, della scuola in ospedale e del prezioso ruolo di conforto delle associazioni di volontariato presenti già da molti anni sul nostro territorio regionale», prosegue il dottor Rabusin.

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