IdV: meno punti nascita

16 Gennaio 2014

TRIESTE. L’Italia dei Valori è favorevole alla riduzione dei punti nascita del Friuli Venezia Giulia promossa dall’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca. In particolare al fine di offrire un servizio più sicuro e completo e ridurre la spesa sanitaria, l’Idv propone di potenziare i punti nascita di Trieste e Udine, mentre nell’Isontino dovrebbe essere mantenuto solo un punto nascita a Gorizia o Monfalcone. Dovrebbe essere potenziato anche il punto nascita di Pordenone, mentre quelli di Palmanova, San Daniele, San Vito al Tagliamento e Tolmezzo andrebbero invece chiusi per la vicinanza con Udine, dove per non causare sovraccarichi di lavoro sarebbe opportuno istituire un reparto ostetrico ospedaliero. Infine, il punto nascita di Latisana potrebbe essere mantenuto al fine di mantenere un presidio attrezzato al confine tra il Friuli e il Veneto orientale, a meno che attraverso un accordo interregionale non si opti per il potenziamento di Portogruaro.

“I punti nascita sotto i mille parti l’anno non offrono garanzie sufficienti per la sicurezza dei pazienti – spiega Luca Santarossa, Segretario regionale dell’Idv -. In primis perché le risorse limitate non consentono di garantire la presenza di neonatologo ed anestesista 24 ore su 24. In caso di urgenza, infatti, i tempi per poter soddisfare una procedura sono terribilmente allungati e possono condurre anche ad esiti infausti. Per di più, gli operatori, ostetrici e neonatologi, in presenza di una ridotta casistica non possono acquisire un’esperienza tale da poter soddisfare anche le situazione più complesse. In altri termini, questi punti nascita vanno chiusi”.

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