I profughi sono accampati in stazione. Ma dov’è lo Stato?

11 Novembre 2015

UDINE. “Dov’è lo Stato? – si chiede il coordinatore regionale di Sel Fvg, Marco Duriavig, in un comunicato – E’ la prima domanda che sorge spontanea nell’incontrare i richiedenti asilo che si riparano dal freddo presso la stazione di Udine. Lo Stato non c’è. E non c’è nessun rappresentante del prefetto, delle forze dell’ordine o di alte realtà incaricate ufficialmente di gestire gli arrivi costanti che si susseguono ogni giorno. Nessun delegato ad affrontare una situazione ormai però evidente, sotto gli occhi di tutti e riportata da giorni anche dai principali quotidiani. A Udine, Gorizia, Trieste, Pordenone nessuno che su mandato dello Stato attivi l’accoglienza necessaria ad ormai più di 500 richiedenti asilo. Lo Stato è distratto, silente, incapace di organizzare un servizio come da suo mandato”.

Foto0962Le istituzioni dello Stato non ci sono – prosegue la nota -, ma i cittadini si sono organizzati con umanità. Grazie all’attività coraggiosa e costante dell’associazione Ospiti in arrivo, molti cittadini stanno portando conforto e supporto ai tanti che arrivano nelle nostre città con il diritto di chiedere asilo politico. “La solidarietà di questi cittadini rappresenta il miglior antidoto all’assenza dello Stato. E’ l’unico modo per dare dignità a quell’umanità che, dopo aver attraversato mari e monti, riempe le strade e le notti delle nostre città. Anche se molti non vogliono vederla, il pieno di quell’umanità esiste, ed è la realtà sulla quale siamo chiamati a manifestare la nostra stessa esistenza”.

Martedì 10 novembre, insieme al consigliere provinciale Fabrizio Dorbolò (SEL), ai consiglieri comunali Andrea Sandra (SEL), Andrea Castiglione (PSI) e Matteo Mansi (Innovare con Honsell), aggiunge Duriavig – “abbiamo voluto vedere con i nostri occhi e portare la nostra piccola umana solidarietà alle persone che cercavano riparo presso la stazione di Udine. Oggi chiediamo a tutti di fare il possibile perché questa situazione sia affrontata per quello che è. Ed ognuno con le sue competenze, si adoperi per trovare al più presto una soluzione. In particolare, chiediamo ai Prefetti di intervenire, come di loro competenza, per trovare da subito una soluzione di accoglienza dignitosa per tutte quelle persone che oggi dormono per strada, ed alla Regione di attivare tutti gli strumenti per rendere effettivo il Piano di accoglienza diffusa, incentivando l’adesione di più Comuni possibili e garantendo loro il necessario supporto amministrativo”.

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