I nuovi collegi elettorali “sono incomprensibili”

28 Novembre 2020

UDINE. «Dopo la riduzione dei parlamentari la rappresentanza del Friuli-Venezia Giulia riceve un altro duro colpo», afferma in un comunicato Markus Maurmair, presidente del Patto per l’Autonomia, dopo che, nella serata di martedì 24 novembre, il Governo ha approvato in via preliminare la composizione dei nuovi collegi elettorali che, per la Camera dei deputati, prevedono in Friuli-Venezia Giulia tre collegi uninominali (Trieste-Gorizia, Udine, Pordenone).

«I collegi definiti dal Governo sono incomprensibili, viste l’assurdità geografica e storica di accorpare i Comuni carnici con il collegio di Pordenone, e non danno nessuna garanzia per i cittadini che hanno già visto la propria rappresentanza diminuire da 20 a solo 12 parlamentari», continua Maurmair. «Di fronte a questo taglio lineare chiediamo con forza che si corregga il sistema elettorale per garantire un minimo di pluralismo: si aboliscano i collegi uninominali e si faccia una circoscrizione unica regionale con assegnazione dei seggi e dei resti su base regionale, così le istanze dei nostri concittadini potranno essere rappresentate in Parlamento anche da movimenti legati al territorio del Friuli-Venezia Giulia».

Aprire la possibilità di elezione anche a partiti locali consentirebbe alla minoranza friulana di avere finalmente una propria rappresentanza nell’assemblea legislativa statale, senza dimenticare parallelamente le necessarie garanzie anche per la minoranza slovena. «I cittadini del Friuli-Venezia Giulia sapevano bene che il taglio dei parlamentari li avrebbe penalizzati, ed infatti sono stati i più numerosi in Italia ad esprimersi per il “no” al referendum. Adesso che il danno è fatto, è necessario che almeno non sia frustrata del tutto la richiesta di rappresentanza delle istanze territoriali plurali e delle minoranze linguistiche».

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