I medici Smi alla Regione: azzerare le liste d’attesa

1 Settembre 2021

TRIESTE. Il Smi (Sindacato dei Medici Italiani) di Asugi ”denuncia il grave stato di disagio di medici e pazienti dovuto al malfunzionamento del sistema delle prenotazioni delle visite e delle prestazioni mediche”. Così in una dichiarazione di Domenico Montalbano, Segretario Regionale Smi Fvg, al termine della conferenza stampa di oggi a Trieste.

Come noto, i medici sono obbligati ad indicare nelle loro prescrizioni delle visite specialistiche una priorità (urgente, breve, differita, programmata) condizionando così i tempi di prenotazione e di esecuzione delle prescrizioni. ”Succede purtroppo frequentemente che i tempi previsti dalle priorità non vengano rispettati oppure che le prescrizioni scadano per indisponibilità di posti nelle agende di prenotazione. Va rilevato che non c’è un’unica gestione delle prenotazioni, essendoci un’agenda dei Cup, una delle farmacie e una del call center regionale: queste tre realtà molto spesso non comunicano tra di loro” continua Montalbano. ”Assistiamo spesso a un ‘balletto indecoroso’ in cui i pazienti vengono rimandati negli studi dei medici di famiglia per rinnovare le ricette scadute non per colpa loro oppure per farsi cambiare la priorità: tutto questo in tempi di Covid in cui ogni accesso inutile deve essere evitato”.

”È evidente che il perdurare di questa situazione ha creato e crea un forte disagio, al paziente costretto a rincorrere le diverse soluzioni che molto spesso si concretizzano con la palese richiesta, a far cambiare la priorità di prescrizione al medico curante. Questa soluzione determina un’incomprensione e molto spesso una contrapposizione tra medico e paziente, in quanto quest’ultimo crede che il suo medico gli stia negando qualcosa o stia allungando il tempo di soluzione del suo problema di salute. Questa situazione, inoltre, comporta al medico, un sovraccarico di lavoro inutile nonché, e questo è più grave ancora, un pericolo per il paziente che vede non rispettati i tempi delle priorità”.

”C’è d’aggiungere che il paziente viene rinviato al medico di famiglia dal Cup, per avere una sorta di ‘nulla osta’ alla dilazione della prestazione che il medico aveva ritenuto di dover espletare nei tempi previsti dalla priorità: questo tentativo di corresponsabilizzare il medico di fronte a un’inadempienza altrui ci appare scandaloso”. Il Smi ha inviato due lettere all’Assessore alla Salute dott. Riccardi e al Direttore Generale di Asugi ”evidenziando questi problemi – si aggiunge – e suggerendo una soluzione che a noi appare semplice e che è quella di sospendere temporaneamente, fino a una nuova riorganizzazione post Covid, il sistema delle priorità così come è ora, conservando soltanto la priorità ‘breve’ e quella ‘urgente’, con impegno a rispettarla per ovvi motivi di salvaguardia della salute dei pazienti. Il 26 agosto 2021 abbiamo ricevuto una risposta, alla nostra seconda lettera, asciutta e formale in puro stile burocratese che evidenzia sostanzialmente uno stato di impotenza che noi non vorremmo definire disinteresse”.

Smi chiede pertanto a tutti i colleghi, anche degli altri sindacati, ”di mobilitarsi con noi su questo tema, concertando azioni comuni, visto il perdurarsi della situazione qui descritta, che nel migliore dei casi, oltre allo scadente servizio organizzativo, determinerà un incrinamento del rapporto di fiducia tra medico e paziente, fondamentale e necessario per la cura. Chiediamo anche ai pazienti di unirsi alla battaglia di tutti noi, facendo sentire la loro voce, nel nome del diritto comune alla salute”.

”Il dato del sondaggio Swg, pubblicato nei giorni scorsi, sul gradimento del Servizio Sanitario Regionale, conferma il giudizio negativo, a causa delle lunghe attese, della gestione delle liste di attesa per visite specialistiche. La Regione e i vertici della politica regionale sanitaria devono individuare una soluzione, una volta e per tutte, di questo vulnus per la salute dei cittadini della regione” conclude Domenico Montalbano.

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