I donatori di sangue Fvg celebrano con orgoglio la Giornata del volontariato

3 Dicembre 2020

Il 5 dicembre ricorre la giornata mondiale del volontariato, un appuntamento che mai come quest’anno deve essere celebrato. Anche grazie all’impegno del volontariato e del terzo settore, il tessuto sociale del nostro Paese ha potuto resistere all’emergenza epidemiologica ancora in corso. Le associazioni del dono del sangue del Friuli Venezia Giulia (Acds Paluzza, Ads Trieste, Afds Pordenone, Afds Udine, Avis Friuli Venezia Giulia, Gadas Torviscosa e Fidas Isontina), con il contributo del Crs Centro Regionale Sangue e di Federsanità Anci Fvg, celebrano questa ricorrenza ricordando i tanti risultati raggiunti nel corso del 2020.

Durante tutto l’anno i donatori di sangue hanno sempre assicurato gli emocomponenti agli ospedali della nostra regione, garantendo il consueto contributo all’autosufficienza nazionale. I donatori hanno inoltre accolto responsabilmente le prescrizioni e limitazioni che sono state introdotte per tutelare la sicurezza dei donatori stessi e l’atto della donazione: tra queste il distanziamento e la prenotazione obbligatoria della donazione di sangue e di plasma. Queste disposizioni sono state introdotte per agevolare lo scaglionamento degli accessi evitando così l’assembramento nei centri trasfusionali così come nelle uscite delle autoemoteche nei comuni sul territorio regionale, garantendo la massima sicurezza dei donatori nei luoghi in cui si dona. Un risultato epocale per il sistema, che è stato ben accettato dai donatori e che sostiene una piena corrispondenza tra il sangue donato e il sangue trasfuso negli ospedali, nonché una sempre maggiore propensione alla donazione di plasma, emocomponente fondamentale non solo per l’utilizzo clinico, ma soprattutto per la produzione di farmaci salvavita.

L’impegno dei volontari del dono non viene meno nemmeno ora, anche con la possibilità per le persone guarite da Covid-19 di donare plasma iperimmune il cui utilizzo sembra si stia rivelando efficace per la cura dei pazienti affetti da Coronavirus.
Un grazie dunque deve andare a tutti i donatori volontari e ai tanti giovani del Friuli Venezia Giulia, al personale sanitario dei nostri centri trasfusionali per l’impegno garantito in questi mesi, e ai sindaci e alle loro amministrazioni che hanno assicurato, nonostante le restrizioni, le regole per l’uscita delle autoemoteche in tutti i comuni della nostra regione.

Insomma il dono del sangue non si è fermato e non si fermerà, ed in questo momento è un gesto ancora più sicuro grazie a tutte le disposizioni che sono state introdotte nei centri trasfusionali. Negli ospedali c’è sempre bisogno di sangue/plasma, elemento imprescindibile per salvare la vita di bambini e ammalati oncologici, di ammalati talassemici, per trapianti chirurgici, per coloro che attendono trasfusioni, per gli ammalati cronici. La generosità organizzata; questo è il carattere che rende grande il mondo del volontariato.

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