I comitati: l’ospedale di Gemona torni efficiente

1 Settembre 2021

GEMONA. Da Claudio Polano, portavoce dei Comitati gemonesi a difesa dell’Ospedale San Michele, riceviamo il comunicato, che pubblichiamo.

”Avevamo chiesto la riapertura del Ppi gemonese per il 1° Settembre, come prova di buona volontà, ma la nostra richiesta è caduta nel vuoto, mentre il silenzio sull’argomento dei politici, dei Sindaci e dei Consigli comunali del Gemonese, nonché delle forze politiche e sociali del territorio è assordante! Ma i Comitati gemonesi non gettano la spugna e mentre preparano con gli altri Comitati regionali della Sanità un evento a carattere regionale, denunciano nuovamente lo stato di abbandono del San Michele, dove ormai vengono erogati pochi servizi e dove l’acqua piovana continua ad allagare alcune sue parti. Le promesse della Regione non si vedono e anche i tempi di eventuale attuazione delle stesse non si conoscono, per cui non solo non abbandoneremo la lotta, ma siamo decisi a intensificarla, per ridare alla popolazione di questo territorio le risposte sanitarie che le spettano di diritto.

Perché non si riapre il Ppi? La domanda sorge spontanea, visto che ora la pandemia è sotto controllo e quindi il suo personale, mandato altrove dopo il 27 ottobre scorso, dovrebbe tornare a Gemona. Ma così non è e qualcuno dovrebbe dirci dove si trova in questo periodo. Anche in questo caso il silenzio è totale! Avevamo chiesto lumi – prosegue la nota – su quanto previsto per il San Michele, come dichiarato dall’Assessore alla Salute Riccardi in un incontro con i Sindaci del Gemonese e riportato dalla stampa, ma anche in questo caso nessuno ha risposto. Cosa si intende per Ospedale di Comunità, con i suoi 16 posti/letto (esperienza fallita in altre Regioni), oppure per i 20 posti/letto di post acuzie? Nel Dip chi verrà accolto? Mistero. La Rsa, che non viene citata nell’articolo rimarrà, magari tornando agli originari 50 posti/letto o verrà tolta? Anche queste sono domande senza risposta!

Noi pensiamo che il tanto sbandierato reparto di riabilitazione cardiologica e neurologica, succursale del Gervasutta, di cui non si conosce costo e organico, sarà senz’altro utile, ma più per sopperire a esigenze aziendali che locali, mentre al territorio, come dimostrato dai fatti, serve un Ospedale per Acuti, com’era ante riforma Serracchiani! Al Gemonese e zone afferenti, serve – si aggiunge – un vero Pronto Soccorso, con adeguato personale e attrezzature, non come oggi l’ambulanza nel piazzale dell’Ospedale. Ciò per dare risposte immediate soprattutto ai codici gialli e rossi, in termini di minuti, pena conseguenze tragiche per i pazienti. E’ necessario un reparto Soc di Medicina, come un tempo, per evitare che i pazienti soprattutto anziani e soli, vengano sballottati come pacchi postali in altri nosocomi regionali, con le relative conseguenze sociali ed economiche.

Vogliamo inoltre – conclude il comunicato – ambulatori completi in termini di personale e attrezzature, per evitare l’inutile, pesante pendolarismo tra Ospedali come accade oggi e infine la sostituzione della vecchia Tac, che è quella che prima era a Tolmezzo e del mammografo, ormai obsoleto a detta degli operatori. Se poi a Gemona arrivasse anche l’automedica, con il personale deputato al mezzo, prevista dal vigente Piano Urgenze/Emergenze, si potrebbe pensare che forse le promesse di rilancio del San Michele non sono solo tali!”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!