I banchi? Il vero problema sono i docenti di sostegno

14 Settembre 2020

UDINE. In questi giorni si apriranno i cancelli di tutte le scuole d’Italia. In alcune Regioni la scuola è già iniziata, in altre l’avvio è imminente. Persistono purtroppo i problemi di sempre e anche quest’anno non sarà un avvio semplice. Le cattedre annuali da ricoprire, curricolari e di sostegno, sono molte, mente i docenti specializzati, in alcuni territori, sono pochi. «Accade tutti gli anni che a settembre ci siano cattedre vacanti», ha minimizzato la ministra Lucia Azzolina. «Non con queste enormi proporzioni!», commenta a distanza il Prof. Andrea Zilli, neo docente di sostengo dell’I.I.S. “Federico Flora” di Pordenone, che ha voluto rimarcare soprattutto la cronica scarsità dei docenti di sostegno.

”Il sostegno manca ovunque – scrive – e noi docenti non siamo sufficienti per coprire tutte le cattedre vacanti. Purtroppo, almeno in questa prima parte dell’anno scolastico, il diritto allo studio per gli studenti con disabilità sarà ancora disatteso. In questi giorni, cioè 250 mila studenti con disabilità torneranno a scuola, ma non tutti troveranno i docenti di sostegno. Secondo gli stessi dati del Miur, infatti, oltre 41 mila posti anche quest’anno saranno in deroga. Certo, verrebbe da chiedersi in deroga a cosa, visto che sono ormai diventati precariamente stabili, o forse sarebbe più corretto dire stabilmente precari.

Qui a Udine molti studenti inizieranno la scuola senza docente di sostegno e quando arriverà, con un incarico annuale, nella maggior parte dei casi non sarà specializzato come nel mio caso, in cui ricoprirò provvisoriamente quell’incarico tanto delicato. Questo perché molti posti sono stati ottenuti in deroga, ma non ci sono i docenti di sostegno. Le famiglie sono allarmate e non manca chi deciderà di posticipare l’inizio delle lezioni in attesa della nomina dei supplenti.

Fino all’anno scorso i dirigenti scolastici con cattedre scoperte sul sostegno potevano fare ricorso alle cosiddette “graduatorie d’istituto” con il duplice effetto di poter garantire la giusta attenzione all’istruzione dei ragazzi in difficoltà e assicurare loro continuità didattica – spiega il docente –. Ora invece queste graduatorie sono state sostituite da un’unica graduatoria provinciale, disponibile nei tempi prefissati, al primo settembre, ma dove spetta al provveditore nominare e al Ministero autorizzare le nomine. Con l’effetto che le nomine sono bloccate e gli insegnanti di sostegno mancano a tantissimi bambini e ragazzi, all’infanzia come nella scuola dell’obbligo, a Udine come nel resto d’Italia.

La priorità della scuola, dopo tanti mesi di chiusura, non avrebbe dovuto essere quella dei banchi, ma l’adeguata accoglienza per tutti gli studenti, soprattutto per quelli in particolare difficoltà che invece, ancora una volta, sono gli ultimi ad essere considerati, quelli che ancora devono aspettare per avere l’insegnante di sostegno di cui hanno bisogno – si rammarica il Prof. Zilli –. Ci si riempie la bocca invocando un’inclusione che tarda a diventare realtà. Nella speranza che la politica si avvicini alle quotidiane esigenze di famiglie e studenti ’fragili’, con fatti e non solo parole, rivolgo il mio pensiero a tutti quei piccoli che aspettano di varcare la soglia degli istituti scolastici per mano ai loro insegnanti”.

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