Gli studenti del Convitto Nazionale Paolo Diacono si aggiudicano il primo premio ai Colloqui Fiorentini 

10 Marzo 2018

FIRENZE – Il Liceo Scientifico “Paolo Diacono” di Cividale è salito sul gradino più alto del podio alla XVII edizione dei “I Colloqui fiorentini”, concorso nazionale dedicato quest’anno a Eugenio Montale, col titolo Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto. Al Palazzetto dello sport Mandela Forum di Firenze, le alunne della II B, Alice Bozzi, Michaela Luzzatto, Camilla Medves, guidate dalla docente Paola Parpinel, si sono aggiudicate il primo premio con una tesina sul poeta ligure.

Un format collaudato negli anni, quello de “I Colloqui fiorentini” che attira, edizione dopo edizione, un numero sempre maggiore di studenti e scuole. Quest’anno erano presenti 3180 studenti e 430 docenti, provenienti da circa 200 istituti superiori italiani. Ideato dall’associazione “Diesse – Firenze e Toscana”, in collaborazione con il MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il progetto vuole promuovere l’approfondimento culturale e valorizzare le capacità espressive di studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Le giornate di Firenze sono il culmine di un lavoro iniziato in classe mesi prima, perché sull’autore proposto i ragazzi devono preparare una tesina che, poi, viene valutata e premiata. Tra i nomi chiamati a guidare i lavori, Davide Rondoni, poeta, e alcuni docenti universitari, come Costantino Esposito, Gianfranco Lauretano ed Enrico Rovegno.

Questa la motivazione della giuria che ha assegnato il prestigioso riconoscimento alle studentesse del Liceo scientifico ‘Paolo Diacono’ di Cividale: “Quando uno è chiamato in causa non può fare a meno di ascoltare è la bella e profonda constatazione di questa tesina. E tale lavoro si è effettivamente disposto ad ascoltare attentamente Montale, anche in virtù di alcuni raffronti non scontati affatto con la sua cerchia di familiari conoscenti, e farsi così accompagnare dalla voce del poeta laddove forse, da soli, non ci spingeremmo. Ad accorgersi che tutto e niente possono non contrapporsi, se persino paure e limiti possono condurti a vivere un attimo dell’esistenza in cui sei povero di tutto, ma capisci e intuisci.”

Il Rettore del Convitto Patrizia Pavatti ha osservato: “Imparare è sempre un’esperienza e al convegno di Firenze non ci si avvicina alla letteratura attraverso un’astratta analisi culturale, ma lo studio di un autore conduce alla scoperta delle esigenze del proprio cuore di uomini, attiva attenzione e curiosità per la realtà della vita. Per queste giovani ragazze l’esperienza fiorentina segna sicuramente un traguardo importante e porta una soddisfazione positiva, ma rappresenta anche per tutti coloro con cui è stato condiviso il progetto, un importante momento di riflessione, di scambio e di crescita formativa che al Convitto vengono valorizzati.”

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