«Gli alberghi diffusi hanno contribuito allo sviluppo della montagna friulana»

21 Giugno 2015

Flavio_SialinoUDINE – L’albergo diffuso è nato in Fvg negli anni successivi al terremoto del 1976, come una possibile risposta al recupero intelligente del patrimonio edilizio rurale e “storico”, spesso abbandonato a sé stesso, e per portare strutture ricettive e crescita turistica in piccoli Comuni rimasti estranei allo sviluppo dei principali poli turistici regionali. I contributi alle strutture hanno permesso di valorizzare il patrimonio architettonico dei piccoli borghi di zone marginali e montane del Friuli evitandone il degrado. Gli alberghi diffusi rappresentano uno strumento per creare una rete di servizi turistici integrati collegando la ricettività con le piccole attività commerciali locali. I contributi alla gestione, infine, permettono di dare sostenibilità economica alla ricettività turistica laddove altrimenti sarebbe impossibile.

La precisazione arriva dall’Associazione Cooperative Friulane per voce del suo presidente, Flavio Sialino. «Con serenità va ammesso che gli alberghi diffusi hanno effettivamente consentito di perseguire con successo questi obiettivi laddove le strutture ricettive tradizionali erano assenti o non vi erano investitori interessati a intervenire in località delle nostre montagne che spesso sono isolate – puntualizza Sialino – ed è sbagliato ritenere gli alberghi diffusi dei semplici beneficiari di contributi». Nel 2012, i 10 alberghi diffusi in forma cooperativa – fa sapere l’Associazione -, hanno fatturato nel loro complesso 1,4 milioni di euro. Anno dopo anno sono aumentati e presenze in ciascuno degli alberghi diffusi. «Insomma gli alberghi diffusi – sottolinea ancora Sialino – producono valore aggiunto per la montagna friulana, contribuiscono a sviluppare altre attività, a mantenere vivi i centri minori e portare i turisti a scoprire luoghi altrimenti sconosciuti del nostro territorio».

Gli alberghi diffusi non sono quindi una forma di ricettività in concorrenza o in contrapposizione agli alberghi tradizionali: le 19 strutture attive censite in regione fanno parte di un movimento diffuso sull’intero territorio nazionale con oltre 80 strutture, che ha contribuito, anzi, a intercettare le nuove tendenze del turismo “slow” anche a beneficio della nostra regione costituendone una significativa peculiarità: non a caso le presenze hanno registrato nel 2014 una crescita del 7,44% rispetto all’anno precedente a quota 43.726 pernottamenti, in controtendenza sul dato del turismo regionale.

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