Giovani, lavoro, mondo

12 Novembre 2012

UDINE. Si sono confrontati in maniera diretta perché consapevoli che in platea c’erano loro, i manager di domani, i giovani laureati che, quanto a prospettive e a fiducia nel futuro, la crisi sta mettendo a dura prova. Ma che sono rimasti attenti ad ascoltare le teorie sull’economia di oggi. Un Teatro Nuovo Giovanni da Udine stracolmo ha assistito al secondo momento “speciale” organizzato dall’ALIg nell’ambito della Fiera del Lavoro. Special guests del dibattito, moderato dal caporedattore del TG5 Giuseppe De Filippi, Mario Carraro (socio di maggioranza del Gruppo Carraro), Riccardo Illy (Presidente Gruppo Illy), Nicola Greco (amministratore delegato Permasteelisa), Michele Parisatto (Amministratore Delegato KPMG Advisory), Giovanni Da Pozzo (Presidente Unioncamere FVG) e Guido Nassimbeni (Professore di Ingegneria Gestionale Uniud).

L’internazionalizzazione è stato il primo tema di confronto. Per Carraro è giusto andare a cercare mercato in giro per il mondo. Anche se è complesso visto che stiamo affrontando una crisi globale. Oggi, comunque, ha detto, siamo forse più tranquilli visto che i dati della Cina sono in crescita. Noi oggi dobbiamo cercare di rendere più forti le nostre strutture produttive pensando a quelle che saranno tra 10 anni. L’Italia e l’Europa deve andare verso prodotti complessi. Come ha fatto la Germania. Per l’ex governatore Illy il problema è semplice: in un mercato statico le imprese hanno bisogno di sottrarsi quote le une dalle altre. Quanto ai Paesi in via di sviluppo per Illy lì dobbiamo essere bravi ad acquisire quota di mercato. Piccolo scambio di battute poi tra Illy e Carraro: per il primo la Cina continua a decelerare, mentre per il secondo ci sono segnali positivi. Quanto alla capacità di esportare, per il “signore del caffè” solo le medie e grandi imprese riescono a esportare e risultano avvantaggiati quei popoli che hanno avuto grossa emigrazione. Chi va a esportare si trova avvantaggiato. Per l’amministratore delegato di Permasteelisa, Greco, la velocità del cambiamento è esponenziale e si deve essere pronti ad andare fuori: le radici a uscire non si perdono, anzi, andando fuori le cose si aggiungono. Per Parisatto (Amministratore Delegato KPMG Advisory) quello che manca all’Italia è di saper individuare i filoni sui quali puntare. Per Da Pozzo, fresco di missione all’estero, l’internazionalizzazione è una necessità: in una situazione di crisi del mercato interno è chiaro che per mantenere un assetto industriale come il nostro Paese bisogna aumentare le quote di esportazione. Negli ultimi 10 anni i cambiamenti sono stati, per Da Pozzo, radicali: prima di tutto lo spazio e il tempo. Lo spazio è il mondo e il tempo è velocissimo. Ma per Da Pozzo è fondamentale tutelare il Made in Italy che è un brand mondiale. E su questo il sistema camerale sta lavorando come un allenatore.

Per il prof. Nassimbeni quanto a export dal 2011 e dagli inizi del 2012 i dati iniziano ad essere positivi. Pur con tutti i limiti del Sistema paese, l’Italia tiene posizioni. Ci vengono attribuite numerose eccellenze. Se non ci fosse stato il dato delle bollette energetiche avremmo chiuso in attivo. Permangono i limiti strutturali, ma il rapporto tra dimensione e successo internazionale è molto complesso. Molto dipende dal settore. Un sostengo dovrebbe essere organizzato: ci sono iniziative, ma bisognerebbe che ci fosse un potere più organizzato.

Un consiglio per i ragazzi? Per Carraro: abbiamo bisogno di rinnovare il paese e questo processo deve essere affidato ai giovani. Per Illy, visto che tutto il mondo ci invidia, se vogliono veramente competere le imprese italiane devono cominciare a pensare al fatto che sono uniche. E il governo deve tutelare il marchio Made in Italy visto che non lo sta facendo. Parisatto punta sulla capacità di reattività, mentre per Greco bisogna conoscere bene l’inglese, andare all’estero e non aver paura di lavorare. Da Pozzo ha richiamato la necessità di avere una politica più forte per la tutela del Made in Italy.

A chiudere la giornata organizzata dall’Associazione Laureati in ingegneria gestionale lo scrittore e giornalista Beppe Severgnini, che ha presentato ai ragazzi la sua ultima fatica letteraria “Italiani di domani” 8 porte sul futuro. “Il primo libro – ha detto il celebre giornalista scrittore – che ho dedicato a un preciso gruppo i giovani. È un libro in cui cerco di dare dei consigli ai giovani. Anche se consiglio e giovani sono parole che non ho mai usato”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!