Gestione dei corsi d’acqua che non rispetta la natura

6 Giugno 2020

MONFALCONE. L’Associazione Ambientalista “Eugenio Rosmann” di Monfalcone si è rivolta al Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, a Friuli Venezia Giulia Strade SpA e al Corpo forestale regionale per sollecitare diverse modalità di gestione lungo i corsi d’acqua naturali, seminaturali e i canali di bonifica nella Bassa friulana. Due episodi avvenuti in questi giorni hanno spinto l’Associazione ambientalista “Eugenio Rosmann” a prendere posizione.

In località Cà Viola (Aquileia) una stazione di Butomus umbellatus, ovvero giunco fiorito, specie rarissima in regione, è stata interessata da interventi di sfalcio e dissodamento che l’hanno totalmente cancellata. In località Isoletta a Fiumicello, un canale dov’era appena stato individuato l’ormai sempre più raro Gambero di fiume, Austropotamobius pallipes, e il Panzarolo, Knipowitschia punctatissima, entrambe specie tutelate dalla Direttiva europea “Habitat”, è stato radicalmente sfalciato e ne è stato anche sfangato il sedimento sul fondale. In varie località della Bassa friulana orientale – come Fiumicello, Villa Vicentina e Aquileia – si assiste alla trinciatura della vegetazione acquatica che cresce sulle sponde dei canali di bonifica, ma anche di corsi d’acqua naturali come il fiume Tiel a S. Lorenzo. Si ritiene che questi tagli indiscriminati siano inopportuni in particolare nel periodo riproduttivo, in quanto distruggono nidi con uova e nidiacei di passeriformi di canneto (Cannaiola, Cannaiola verdognola, Cannareccione, Usignolo di fiume), di uccelli acquatici quali Folaga, Gallinella d‘acqua, Germano reale. Inoltre sottraggono ambiente a specie rare e minacciate quali il Tarabusino, l’Airone rosso e il Falco di palude.

Ovviamente moltissimi altri gruppi faunistici vengono influenzati negativamente da questi interventi, tra questi i pesci che vedono ridursi drasticamente le condizioni ambientali o gli odonati. Si fa un gran parlare dell’importanza degli insetti pronubi per favorire l’impollinazione delle specie coltivate e di alcuni coleotteri (ad es. cocinellidi) per il contrasto ai parassiti, quindi mantenere delle fasce erbate lungo i corsi d’acqua – ritardando lo sfalcio e mantenendo le fioriture – produrrebbe effetti positivi anche ai fini dell’attività agricola. E’ una buona pratica sfalciare alternativamente le due sponde una all’anno, ma va anche mantenuto in ogni caso l’ultimo prato vicino all’acqua, con una fascia di rispetto per i nidi situati appunto a ridosso dell’acqua. Con l’approssimarsi della stagione secca anche il rischio idraulico pare assai limitato, quindi interventi di sfangamento dei canali – se necessari – potrebbero essere rinviati all’autunno, quando effettivamente potrebbero verificarsi delle esondazioni, rispettando così i periodi riproduttivi di pesci, crostacei e anfibi.

Questi interventi sul fondo dei canali sembrano controproducenti anche dal punto di vista agricolo, dato che l’abbassamento della falda causata dal taglio e rimozione del sedimento di fondo incrementa verosimilmente l’aridità dei terreni coltivati circostanti. L’immagine del ponte sul fiume Tiel a S. Lorenzo dimostra che l’alto livello è dovuto alla forte alta marea e non dall’arrivo di acque meteoriche da monte, quindi l’eliminazione della vegetazione è poco o nulla utile in questi casi. Invece sarebbe preziosa la ri-creazione di zone golenali allagabili su terreni di proprietà pubblica per consentire alle acque in eccesso di espandersi senza causare danni.

Per quanto riguarda gli sfalci lungo le strade che costeggiano corsi d’acqua eseguiti da Fvg Strade (ad es. la strada provinciale 19 che segue il Tiel), se la parte orizzontale della banchina – dove sono posizionati i paracarri – va effettivamente pulita, le scarpate che proseguono sulla parte discendente verso l’acqua possono essere mantenute erbate, con eventuali sfalci autunnali, quando sono ormai finite le nidificazioni, le riproduzioni e le fioriture.

L’Associazione Ambientalista “Eugenio Rosmann” chiede al Consorzio di Bonifica e a Fvg Strade di adottare diverse modalità operative, che contemplino limiti nel tempo e nello spazio, considerando le esigenze ecologiche di piante e animali. Una diversa gestione permetterebbe un notevole miglioramento paesaggistico, con ricadute in vari settori della comunità locale: dalla pesca sportiva, al turismo naturalistico e al supporto alle attività di agriturismo e vendita diretta dei prodotti aziendali. Una bassa più “verde” potrebbe costituire un buon percorso per il futuro.

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