Gemona: calore da biomasse Cai e Legambiente d’accordo

18 Dicembre 2020

GEMONA. Il Cai gemonese e il Circolo Legambiente hanno appreso con soddisfazione l’idea del Comune di Gemona, apparsa sulla stampa locale, di realizzare un impianto di riscaldamento per il centro studi mediante biomasse legnose. La possibilità, anzi la necessità, di avviare un simile progetto – si legge in un comunicato – era stata prospettata dalle stesse associazioni, e avvallata dal Prof. Rino Gubiani dell’Università di Udine, già nella lettera inviata all’amministrazione ai primi di settembre e resa pubblica nel giornale locale Pense e Maravee. La nota inviata era nata da una critica a un progetto di costruzione strade in località Ledis, ritenuto antieconomico ai fini di un recupero soprattutto forestale e zootecnico.

L’impianto a biomasse potrà essere esteso agli altri edifici pubblici, quali l’ospedale, la piscina e altre strutture pubbliche e private. Il progetto si inserisce in quelle che sono le attuali direttive nazionali ed europee di un’economia verde, nella lotta ai cambiamenti climatici e consentirebbe un recupero delle multifunzionalità e dei valori, ora nascosti, dei boschi di tutto il comprensorio gemonese, dando un contributo alle economie parallele che potrebbero sorgere.

È un progetto ambizioso e complesso, che si articola in varie fasi, a cominciare dall’approvvigionamento a costi contenuti del materiale legnoso. Tenendo conto che sul mercato il prezzo del ’cippato’ è molto basso e i quantitativi richiesti superano le migliaia di metri cubi, diventa necessario reperirli anche dal privato proprietario e non solo dal pubblico. A questi si aggiunge la logistica e la preparazione delle ditte, per evitare ovviamente l’arrivo di maestranze non locali. È un progetto condivisibile, che se ben attuato, porta valore al territorio e nuovi posti di lavoro, ma, per la sua ampiezza e complessità, non può essere affrontato con sufficienza e in modo solitario senza coinvolgere i portatori di interesse locali, associazioni, privati imprenditori e gli altri enti locali.

Nonostante permangano dubbi sul progetto della strada in località Ledis e Val Moede in quanto le motivazioni alla base dello stesso erano, e sono tutt’ora, ben diverse da quelle annunciate e prive di fondamento – conclude la nota -, ora Cai e Circolo legambiente valutano positivamente l’idea di sfruttamento sostenibile del bosco. Sarà loro cura seguire le varie fasi per dare, per quanto consentito e possibile, un contributo alla soluzione delle varie difficoltà che sicuramente ci saranno e per verificare che quanto annunciato venga rispettato. L’auspicio, infine, è di non trovarsi con una strada forestale, ma nessuna centrale a biomassa, e per le utilizzazioni boschive di considerare anche soluzioni alternative (es. teleferiche).

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