Frico Savio in Usa nei 3.500 punti vendita Kroger

1 Ottobre 2016

 

Lo chef Luca Manfè durante la degustazione da Kroger.

Lo chef Luca Manfè durante la degustazione da Kroger.

CINCINNATI – Negli Stati Uniti il frico classico sottovuoto prodotto da Franco Savio sta conquistando davvero tutti. A partire da un colosso della grande distribuzione americana, Kroger, che sta già distribuendo il frico Savio nei suoi 3.500 punti vendita sparsi negli States. Con sede a Cincinnati (Ohio), Kroger è una storica realtà nata nel 1883 che al momento è la seconda più grande azienda di retail degli Stati Uniti e si posiziona addirittura terza nella classifica mondiale. Continua poi il rapporto “speciale” con Eataly, catena di store alimentari fondata da Oscar Farinetti che distribuisce già da un anno il frico Savio a New York e a Chicago e presto lo farà nel nuovo negozio di Boston.

Per valorizzare il frico si è appena concluso un tour promozionale con Luca Manfè, lo chef friulano che ha vinto la quarta stagione di Masterchef USA ed è arrivato in finale proprio grazie a una sua personalissima ricetta del frico. Matteo Rizzo, Export manager Usa dell’azienda Savio che ha sede a Bueriis (Magnano in Riviera), spiega: “Abbiamo prima raggiunto Cincinnati dove Luca ha cucinato e abbiamo promosso il nostro frico in alcuni grandi supermercati in città e periferia. Ci siamo poi spostati a New York per fare lo stesso nei due negozi Eataly, Flatiron e Downtown. Quest’ultimo, nuovissimo, si trova nel World Trade Center. Sempre a New York, abbiamo proposto il frico Savio anche a diversi ristoratori newyorkesi che, entusiasti, a breve lo inseriranno nel loro menù. Anche questo passo, oltre all’ingresso nella grande distribuzione, è importante per noi perché in questo modo gli americani possono provarlo e poi acquistarlo nei punti vendita”.

Se il frico oltreoceano piace davvero la strada è ancora in salita. “Chi assaggia il nostro frico – spiega il titolare dell’azienda Franco Savio – se ne innamora, ma è ancora un prodotto che la maggior parte degli americani non conosce quindi dovremo continuare a promuoverlo affinché possano cercarlo fra gli scaffali di un supermercato. I risultati però sono già ottimi e per di più siamo riusciti ad ottenerli senza l’aiuto di nessuno, solo grazie alla tenacia e all’intraprendenza del nostro export manager Matteo Rizzo supportato da Luca Manfè che fin dall’inizio del progetto si è rivelato entusiasta di diventare l’ambasciatore del nostro frico in Usa”.

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