Fotovoltaico selvaggio: un altro progetto invasivo

31 Luglio 2021

TRIESTE. Nei giorni scorsi Legambiente e Italia Nostra hanno presentato numerose osservazioni al progetto di parco fotovoltaico nella valle del Cormor, in comune di Tricesimo a confine con il comune di Tavagnacco. Un progetto tutto da bocciare, dichiara il presidente di Legambiente, Sandro Cargnelutti, perché, se realizzato, intaccherebbe un angolo di paesaggio rurale collinare di estrema bellezza soggetto a tutela urbanistica sia dalle norme comunali che da quelle regionali.

Le due associazioni ambientaliste hanno evidenziato alla Regione la particolarità ambientale dei luoghi caratterizzati dalla presenza di boschi, filari di gelsi, coltivazioni agricole anche di pregio, antiche bressane, da una fitta rete di viabilità interpoderale minore e vicinissimo alla villa Di Prampero nel centro storico di Tavagnacco e alla Villa Tartagna, detta Isabelle, nel borgo Michieli sotto Leonacco Basso. «Un simile insediamento sconvolgerebbe l’ecosistema di un autentico polmone verde inserito in un’area naturale caratterizzata dall’alto valore paesaggistico, prospiciente le rive del torrente Cormôr – ha dichiarato il presidente di Italia Nostra, Renato Bosa -. È inaccettabile che la produzione di energia fotovoltaica vada a intaccare le uniche aree verdi di interesse paesaggistico rimaste in un territorio già profondamente antropizzato».

Le due associazioni hanno chiesto che il progetto venga inviato a valutazione di impatto ambientale per trovare un’area alternativa, e che la Regione affronti una volta per tutte l’impegno di una pianificazione condivisa delle aree idonee e non idonee a questi impianti che non possono essere dislocati a pioggia nelle campagne regionali, senza rispettare le norme di tutela esistenti.

Grave è l’assalto alla diligenza cui stiamo assistendo e per questo le due associazioni chiedono alla Regione di farsi carico urgentemente di tutta la partita della transizione energetica affrettando la definizione di norme e criteri che pianifichino la disposizione degli insediamenti di parchi fotovoltaici, tutelando le zone di valore paesaggistico, ambientale, storico, agricolo e turistico presenti sul territorio onde evitare disastri ambientali e reazioni crescenti da parte dei territori e dei sindaci. Partecipazione e informazione devono essere criteri fondativi del processo di transizione dei prossimi anni.

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