Forchir: un modello per il marketing nazionale del vino

18 Luglio 2016

Prosecco farfalleUDINE – “Un modello per il marketing. La più bella storia della nostra agricoltura moderna e certamente una delle più importanti del Belpaese sotto il profilo economico e della quale andare orgogliosi. Dobbiamo farla conoscere, questa storia di successo, per elevare la nostra immagine nel mondo”.

È quanto scrive Walter Filiputti nel suo nuovissimo “Storia moderna del vino italiano” edito da Skira, descrivendo la storia di Forchir, lo storico marchio del vino friulano nato nel 1900 che da oltre trent’anni ha trovato in Gianfranco Bianchini, oggi affiancato dalla figlia Giulia, un ulteriore, riconosciuto, slancio al successo.

“I suoi 230 ettari vitati con alte densità e basse produzioni per ceppo, cura dei particolari, tempestività delle lavorazioni e professionalità della forza lavoro” continua Filiputti descrivendo quello che, secondo lui, è una vera e propria case history del vino friulano e italiano.

Una storia fatta di innovazione che trova la sua concreta espressione, oltre che nel prodotto, anche nell’avveniristica cantina progettata da Silvio Cicuto, che Filiputti inserisce nel capitolo “archistar” e classifica fra le prime dieci cantine avveniristiche italiane, caratterizzata da: “linee, forme materiali, colori non fini a se stessi, come mero esercizio grafico, ma attuali, funzionali, migliorativi, ottimali e in armonia fra loro (..) Un edificio dallo stile tecnologico e moderno in totale ed esclusiva autosufficienza energetica da fonti rinnovabili, carbon-free” come la descrive Filiputti.

Parole che confermano la coerenza di un progetto puntiglioso, quello di Gianfranco e Giulia Bianchini, studiato nei minimi particolari: dall’orientamento dei filari seguendo le antiche mappe dogali di Villa Manin sugli stessi terreni aveva i suoi vigneti allo studio del minimo impatto ambientale di tutto il sistema vigneto-cantina.

Dopo i successi raccolti a Vinitaly, gli approfondimenti di Walter Filiputti su Forchir sottolineano ancora una volta che il percorso intrapreso dalla famiglia Bianchini verso una qualità superiore dal gusto attuale e sempre più largamente riconosciuto. Chiaramente un successo che parte dalla materia prima, il vino, sempre protagonista di questa storia. Come il Pinot Grigio delle vigne di Spilimbergo, che nasce da un clima-terreno ideale, mentre i vigneti di Camino al Tagliamento, composti dal terreno alluvionale e sassoso, sanno dare i migliori profumi al Sauvignon e alla Ribolla Gialla, senza dimenticare il Refosco dal Peduncolo Rosso unico nella sua naturale eleganza.

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