Fondi Ue e buona volontà per progetti senza frontiere

21 Febbraio 2014

MUGGIA. Sfruttare gli strumenti che l’Unione Europea mette a disposizione per creare nell’area a cavallo del confine italo-sloveno uno strumento in grado di coordinare gli interventi delle amministrazioni locali e promuovere lo sviluppo dell’intera area dal punto di vista economico. Queste le opportunità delle quale si è discusso questa mattina, venerdì 21 febbraio, a Muggia nel corso dell’incontro “Oltre TRADOMO: GECT”, che ha fatto il punto sul PROGETTO TRADOMO, finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali, che è già in avanzato stato di attuazione nell’area transfrontaliera tra Italia e Slovenia.

Durante il convegno, oltre ai benefici che la creazione di un GECT porterebbe al territorio, sono stati illustrati da Leopoldo Coen, Sandra Sodini, Siiri Eydner alcuni esempi concreti di collaborazione transfrontaliera già sviluppati da realtà italiane e partner austriaci e tedeschi.

tradomo 1Nel pomeriggio c’è stato invece il confronto tra gli interlocutori politici che oggi hanno un ruolo nel Progetto TRADOMO e che domani daranno vita alla nascita del GECT. “Il Progetto TRADOMO, che oggi è in fase avanzata – ha dichiarato il Sindaco di Muggia, Nerio Nesladek – pone le basi per la nascita del GECT a cavallo tra Italia, Slovenia e Croazia. Si tratta di un’opportunità importante che ci viene offerta dall’Unione Europea. Da un lato avremo, infatti, la possibilità di creare nuove opportunità economiche legate alla promozione del territorio e dei suoi prodotti e dall’altro, facendo massa critica, potremo pianificare meglio gli interventi e la realizzazione delle infrastrutture. Infine, dal punto di vista sociale la nascita del GECT rappresenta il definitivo superamento delle ferite lasciate dai conflitti generati nel secolo appena trascorso”.

E a riprova dell’attenzione della Regione Friuli Venezia Giulia nei confronti della cooperazione transfrontaliera significativo è stato l’apporto della giunta regionale, che è riuscita ad ottenere un aumento del 16 per cento dei Fondi comunitari per la cooperazione transfrontaliera nel periodo di programmazione 2014-2020, come ha rimarcato la Presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. “Il Friuli Venezia Giulia vuole continuare a essere protagonista nei progetti di cooperazione transfrontaliera, per contribuire a rafforzare l’Europa a partire dai territori – ha detto la Presidente -. A un calo delle risorse sui progetti Italia-Slovenia, dovuto a un restringimento dell’area coinvolta con l’uscita dell’Emilia Romagna, si è avuto un aumento dell’Italia-Croazia di ben il 169 per cento. La nostra Regione ha una forte tradizione nel campo della cooperazione territoriale, come conferma la presenza anche nei programmi Adriatico Ionico e IPA Adriatico, oltre che in quelli con Slovenia e Croazia. In Friuli Venezia Giulia ci sono già due esperienza a cui il progetto presentato oggi a Muggia può fare riferimento: il GECT “GO” e il GECT “Euregio” con la nostra Regione, il Veneto e la Carinzia. È all’interno di questo quadro che, nell’ambito della programmazione 2014-2020, un progetto come quello presentato oggi a Muggia può trovare posto”.

A rimarcare l’importanza dei progetti di collaborazione è stata anche Tina Komel, Ministro per gli Sloveni nel mondo della Repubblica Slovena. “In questo periodo di crisi non solo finanziaria ma anche sociale i progetti transfrontalieri e le minoranze che esistono all’interno dei territori sono dei grandi punti di forza per le nazioni – ha dichiarato -. Con il loro aiuto riusciamo a collegare città e stati e sviluppare grandi progetti. Come appartenente alla Comunità degli italiani e ministro della Repubblica slovena ho avuto occasione di vedere da vicino questi progetti ed ho capito che quando le persone hanno voglia di impegnarsi si può fare molto. Progetti come questi partono dalle persone e dalle città e la nostra voce deve arrivare ai governi, i quali devono capire l’importanza di queste iniziative. Ci sono campi come l’economia o la promozione dell’enogastronomia, nei quali le risorse europee per la collaborazione transfrontaliera non sono abbastanza sfruttate per cui dobbiamo rimboccarci le maniche e darci da fare”.

E l’integrazione è stata al centro dell’intervento del vice sindaco di Capodistria, Danijel Cep. “La cooperazione transfrontaliera non è iniziata oggi e non è merito solo dell’Unione Europea, perché negli ultimi cinquant’anni la cooperazione si è sempre sviluppata in maniera fattiva tra le persone che vivono a cavallo del confine – ha commentato il vice sindaco di Capodistria –. Credo sia importante in primo luogo favorire l’integrazione tra le persone. Dopodiché il passo successivo è sicuramente l’implementazione delle linee di trasporto locali che permetterebbe una razionalizzazione dei costi ed a un miglioramento del servizio, oltre ad una riduzione dell’inquinamento”.

Collaborazione fondamentale anche per Roberto Treu, assessore al Personale e Organizzazione e al Programma di mandato del Comune di Trieste. “La collaborazione transfrontaliera è un elemento fondamentale per la competitività dell’area dell’Alto Adriatico – ha ribadito -. Vanno valorizzate le eccellenze, come la ricerca scientifica, ma anche sfruttate le potenzialità esistenti, come il turismo. Il Comune di Trieste per le proprie programmazioni sta già lavorando nell’ottica di un’area vasta che va ben oltre i confini comunali. Mettendo in comune i servizi anche con le realtà confinanti infatti potremmo avere importanti risparmi e ricadute positive per i cittadini”.

Simile il parere di Vivana Benussi, vice presidente della Regione Istriana. “Dobbiamo impegnarci per far sì che le amministrazioni prendano parte a progetti concreti – ha spiegato -. In questa maniera attraverso realtà come il GECT potremo sviluppare azioni che in tempi brevi abbiano ricadute positive per la popolazione”. Sulla stessa linea anche l’altro vice presidente della Regione Istriana, Giuseppina Rajko. “Oltre a quelli sui quali sono già stati avviati progetti concreti, è necessario che la collaborazione transfrontaliera si concentri su due argomenti prioritari: istruzione e sanità – ha detto -. Un altro settore nel quale la cooperazione darebbe ottimi risultati sarebbe la promozione dei prodotti agricoli delle nostre terre, per i quali potrebbe essere ideato un marchio unico”.

La due giorni di incontri sul Progetto TRADOMO proseguirà domani, sabato 22 febbraio dalle 10.30 alla Sala convegni “G. Millo” in Piazza Repubblica 4 a Muggia, con la presentazione dello studio dal titolo “Il trasporto pubblico di persone su autobus nelle aree transfrontaliere della penisola muggesana e del goriziano” ed il successivo dibattito pubblico.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!