Flavescenza dorata della vite, un incontro per informare

30 Ottobre 2016

flavescenza-dorataSAVORGNANO DEL TORRE – La flavescenza dorata è una grave malattia della vite che viene trasmessa da un insetto. Tutte la varietà di uva sono sensibili e, dall’anno 2000, ne è stata decretata la difesa obbligatoria. Per informare le aziende del territorio sulla presenza della malattia e le modalità di difesa, il Servizio di assistenza tecnica del Consorzio tutela vini “Friuli Colli Orientali e Ramandolo”, in collaborazione con il Servizio fitosanitario regionale dell’Ersa e il Comune di Povoletto (Udine), recentemente, ha organizzato uno specifico incontro per informare le aziende locali sulle problematiche della flavescenza dorata che si è svolto a Savorgnano del Torre, con la partecipazione di oltre 50 viticoltori.

Dopo i saluti di Giulia Tracogna, assessore comunale all’agricoltura e di Michele Pavan, presidente del Consorzio di tutela, il quale ha sottolineato l’importanza del Servizio tecnico dei Colli Orientali che sta lavorando con impegno per contrastare le infezioni, è intervenuto Giulio Franco del Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa che ha descritto tecnicamente la malattia, il ciclo dell’insetto che la trasmette (Scaphoideus titanus) e l’evoluzione della sua comparsa in regione.

Ha concluso l’incontro Francesco Degano, responsabile tecnico del Consorzio, illustrando la cronistoria dell’arrivo della malattia nelle zone collinari e, più precisamente, nella zona settentrionale dei Colli Orientali. I primi focolai di infezione sono stati rilevati nel 2012, proprio a Povoletto poi, negli anni successivi, nei comuni contermini di Reana del Rojale, Torreano, Tarcento e Faedis e, dal 2016, a Nimis. Per contrastare la malattia, i tecnici hanno consigliato di: segnare le piante sintomatiche nel periodo estivo ed estirparle entro l’inverno; effettuare il trattamento obbligatorio tra giugno e luglio con insetticidi specifici per l’insetto vettore; contattare i tecnici dell’Ersa e del Consorzio per il riconoscimento delle piante malate, sottolineando che la flavescenza, se non controllata, può portare a ingenti danni al settore vitivinicolo come già accaduto in altri areali specializzati del Nord Italia.

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