Esposto al Prefetto contro la chiusura del Punto Nascita

5 Luglio 2019

PALMANOVA. È stato consegnato ieri mattina, direttamente nelle mani del Prefetto Angelo Ciuni, l’esposto presentato dal Comune di Palmanova nei confronti della decisione della Regione Fvg di chiudere il Punto Nascita dell’Ospedale di Palmanova. “L’incontro è stato cordiale. Il Prefetto si è impegnato a leggere e a sentire le autorità competenti” commenta il Sindaco di Palmanova Francesco Martines.

Un corposo fascicolo composto da 28 documenti, tra dichiarazioni dei medici, grafici e numeri, articoli di giornale e video interviste, atti amministrativi e relazioni tecniche, che ripercorre tutte le tappe che hanno portato alla decisione del Presidente Fedriga di inserire un emendamento alla legge regionale omnibus che sancisce lo spostamento del Punto Nascita da Palmanova a Latisana. La richiesta è quella di “disporre gli opportuni accertamenti, valutando gli eventuali profili di violazione e messa in pericolo della sicurezza pubblica e della salute dei cittadini oltre che di ordine pubblico e, qualora sussistenti, attuare le azioni opportune ritenute necessarie e che sono proprie al Prefetto”.

L’atto vuole porre l’attenzione sui fatti accaduti affinché il Prefetto possa “eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili rilevanti in materia di sicurezza pubblica e di ordine pubblico. Si segnala la necessità dell’intervento della Pubblica Autorità nella pronta risoluzione della vicenda descritta per la presenza di condotte che si ritengono contrarie alla legge e, soprattutto, pericolose per l’incolumità pubblica”. “Medici e la vecchia gestione amministrativa regionale erano, e sono, a favore del mantenimento del Punto nascita a Palmanova, supportati, come si è visto, da dati tecnici che oggettivamente attestano anche a termini di legge che il Punto nascita del nosocomio palmarino, differentemente da quello di Latisana, ha raggiunto, mantiene ed è in grado di garantire livelli di appropriatezza e sicurezza per la salute pubblica”, così il Sindaco Francesco Martines scrive nel documento, citando una nota a firma dei Dirigenti Medici dell’Ospedale Unico di Latisana-Palmanova Soc di Ostetricia e Ginecologia, Soc di Pediatria e Soc di Anestesia e Rianimazione di Palmanova di data 13 giugno 2019.

Oltre a tutti i parere medici contrari allo spostamento, ai dati dei nati, i costi e le tempistiche legate alla decisione, nel dossier si chiede di prendere nella dovuta considerazione “la maggior distanza dall’Ospedale di Latisana a quello di Udine (circa 48 minuti) e le difficoltà, in questo momento particolarmente accentuate e destinate per lungo tempo a rimanere tali a causa dei lavori per la costruzione della terza corsia della A4: ciò potrebbero mettere in serio rischio i neonati e le madri che hanno necessità di trasferimento al nosocomio udinese con l’Unità Mobile Neonatale o per terapia trasfusionale”. Nel documento allegato si parla di circa 17 milioni di veicoli (di cui 5 milioni di camion) che, nell’arco di 12 mesi, percorrono il tratto da Latisana a Palmanova (necessario per raggiungere Udine) e di circa 2,5 milioni di mezzi che decidono di uscire al casello della città stellata.

Nel Punto nascita dell’Ospedale di Palmanova sono stati spesi recentemente circa 525.000 euro per la ristrutturazione delle sale parto e travaglio, dell’ambulatorio di ostetricia e ginecologia e per i lavori di adeguamento e potenziamento dell’impianto di condizionamento nella zona travaglio e parto, lavori inaugurati degli operatori nel novembre del 2017. Critiche vengono mosse anche sul metodo utilizzato per prendere la decisione da parte della Regione: “Per la sospensione di un Punto nascita sopra i 500 parti l’anno sarebbe stata sufficiente una delibera di Giunta regionale. Ciò avrebbe permesso ai Cittadini e ai loro rappresentanti l’impugnazione del provvedimento avanti agli organi di Giustizia Amministrativa. Il Consiglio regionale, diversamente, ha scelto di procedere con una Legge regionale denominata “Misure urgenti per il recupero della competitività regionale”. La decisione sullo strumento operativo adottato è stata commentata dal Presidente della Regione Massimiliano Fedriga con queste parole, immediatamente rilanciate dall’Ansa: ‘La programmazione sanitaria è competenza della maggioranza eletta in Regione, quindi non ci sto al vostro ricorso’.”

Nell’atto non è mancato il riferimento anche ad altre dichiarazioni pubbliche dello stesso Fedriga, inserite anch’esse come video tra gli allegati all’esposto: “Oggi ci assumiamo la responsabilità di prendere una decisione su una situazione critica che mette a repentaglio la salute e la sicurezza di mamme e bambini… i tecnici ci hanno spiegato che ormai era a rischio il livello di sicurezza sanitaria del punto nascita di Palmanova…”, ma che la sede operativa di Palmanova “…rischiava di andare sotto quota, che è già sotto quota, ma sotto la quota dei 500 (n.d.r. parti/anno) che è quella derogata”.

“È evidente che le affermazioni del Presidente Fedriga, nella sua qualità di uomo pubblico e con massima rappresentatività regionale, in merito a un argomento così sensibile e delicato come la salute di bambini e delle donne, affermazioni rese, peraltro, attraverso un organo di massima diffusione come la conferenza stampa, hanno creato sconcerto, profondo disagio e grave turbamento negli utenti e nella popolazione che hanno richiesto a gran voce un incontro pubblico per ottenere certezze e rassicurazioni sulla sicurezza e sulla qualità del Punto Nascita di Palmanova anche perché a tutt’oggi nei reparti ospedalieri palmarini vi sono degenti, donne in attesa di dare alla luce i loro bambini e famiglie felici in attesa, ma anche, da qualche giorno, fortemente preoccupate per la salute e l’incolumità dei loro cari” conclude il Sindaco di Palmanova.

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