Elena Lizzi chiede all’Ue aiuti anche per la zootecnia

22 Agosto 2020

BRUXELLES. “Si fanno sentire le misure deboli e inefficienti adottate dalla Commissione europea per il settore dell’industria bovina. A seguito della crisi da Covid-19 i prezzi della carne di vitello nell’Ue hanno registrato un drastico calo e mentre la Commissione ha adottato giustamente, anche su richiesta della Lega, misure d’intervento sui mercati e misure eccezionali per prodotti lattiero-caseari e vino, la carne bovina è rimasta esclusa dal pacchetto”.

Lo scrive in una nota l’europarlamentare della Lega Elena Lizzi, componente della Commissione agricoltura, annunciando una interrogazione alla Commissione per chiedere come “intenda gestire l’eccesso di offerta della produzione in Europa di carne bovina che fa scendere le quotazioni della carne bianca di vitello anche a 5 euro al chilo contro i 6,5 di solo un anno fa”.

“La politica del Green Deal che si augura di avere carni e latte senza stalle, ben riassume l’orientamento di Bruxelles per il settore. La proposta di tassare la carne per sostenere i costi per rimediare all’inquinamento delle emissioni da gas serra rientrerebbe nel pacchetto Farm to Fork – dalla fattoria alla tavola – annunciato dalla Commissione proprio nell’ambito del Green Deal. Il programma Orizzonte Europa promuoverà inoltre le attività di ricerca volte ad aumentare la disponibilità e le fonti di proteine alternative quali le proteine di origine vegetale, microbica e marina e a base di insetti e i prodotti sostitutivi della carne. Il tutto a discapito dell’allevamento tradizionale. Gli allevatori italiani – precisa l’europarlamentare friulana – producono solo un quinto delle emissioni per chilo di carne rispetto agli allevatori situati in altre parti del mondo. Mi chiedo quindi perché il sistema Italia debba pagare ulteriormente avendo già conseguito obiettivi virtuosi, come ho avuto modo di ricordare durante i lavori di Commissione agricoltura al Vicepresidente Frans Timmermans”.

Lizzi ricorda che “nel 2020 la Commissione europea ha stimato un calo della produzione di carni bovine dell’1,7%, dei consumi del 2,7% e del 7% delle importazioni, mentre l’export dovrebbe aumentare del 2%. L’industria bovina in Italia fattura 6 miliardi di euro e fa parte di un settore, quello della zootecnia, che ha registrato una flessione del 30% dei consumi a causa dell’emergenza da Covid-19. Preoccupa la realtà dei vitelli, circa 500 mila quelli allevati in Italia, destinati ai circuiti della ristorazione e dell’alberghiero in forte crisi. Infatti la chiusura di alberghi, di ristoranti e dei pubblici esercizi, attuata per limitare il contagio, ha causato ingenti perdite alle filiere produttive delle carni bovine. Il crollo dei consumi ha provocato chiaramente un forte calo dei prezzi. In Friuli Venezia Giulia il comparto carni rappresenta il 20% del valore della produzione agricola regionale e il settore della carne bovina contribuisce per il 7,2%”.

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