Edilizia “sregolata” non sulle case: contentino ai Comuni

4 Aprile 2019

PALMANOVA. “È una vittoria a metà che consente ai Comuni di mantenere solo una parziale autonomia sul governo del territorio, ma lascia aperta la possibilità di speculazioni immobiliari su alberghi, attività di somministrazione e strutture più impattanti, quali gli immobili industriali”. Questo il commento del sindaco di Palmanova Francesco Martines dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale di un emendamento alla proposta di legge 26 che riporta l’ultima parola ai Consigli comunali in materia di ampliamento delle cubature degli immobili, ma solo per quelli residenziali.

“La denuncia che abbiamo sollevato con i sindaci di Grado, Muggia e Zoppola è stata recepita anche da parte della maggioranza attualmente al governo della Regione, ma non basta a difendere l’autonomia dei Comuni in materia urbanistica e di sviluppo del territorio. Credo che solo i Comuni, come ha previsto la legge finora, abbiano titolo per decidere i propri piani regolatori. È gravissimo che una Regione e un partito in particolare come la Lega, che si vanta di difendere le autonomie locali e il ruolo di sindaci, scavalchi i piani regolatori comunali dando libertà a imprenditori privati di ampliare strutture alberghiere ed attività di somministrazione fino ad un max del 60% e permettere interventi in zone industriali senza varianti urbanistiche”.

“A questo punto la battaglia potrà proseguire nelle aule giudiziarie per ristabilire l’equilibrio tra competenze e autonomie tra Comuni e Regione. Anche perché questa deregulation riguarda gli immobili più grandi e più impattanti sia sul piano paesaggistico, come le zone industriali, che su quello dello sviluppo urbano con le relative ricadute in termini di viabilità e servizi, problematiche di cui poi si devono occupare le amministrazioni comunali con i propri bilanci”.

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