Edilizia ed economia circolare priorità d’una azienda in Fvg

31 Gennaio 2022

UDINE. Il comparto edile è responsabile di circa il 40% delle emissioni di CO2, e dunque le costruzioni non possono esimersi dal raccogliere la sfida del green e della transizione ecologica, come dettato anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), sia nella progettazione e costruzione che nella gestione durante l’intero ciclo vita dell’opera. I fronti di azione sono tanti: dalla digitalizzazione degli stessi progetti alla ricerca e innovazione sui nuovi materiali e tecnologie di produzione, dal management del cantiere allo smaltimento tracciato dei materiali di risulta.

Il principio dell’economia circolare, dove ogni prodotto-scarto diventa materia prima per un processo o prodotto di seconda generazione, e quello della riduzione dell’impatto energetico, soprattutto in periodi in cui la bolletta diventa una delle voci importanti nel bilancio aziendale e privato, diventano ora motivo di analisi e di azione su diversi fronti, primi fra tutti quelli della produzione di materiali per l’edilizia e l’industria.

Le imprese friulane del settore fanno spesso da battistrada a livello italiano e internazionale. Fibre Net di Pavia di Udine, azienda d’eccellenza nel consolidamento antisismico, specializzata in prodotti e sistemi certificati in materiali compositi in fibre di vetro e carbonio abbinate a matrici polimeriche, nel 2017 ha dato vita a P-Trex, una linea di prodotti e sistemi in Prfv (Polimeri rinforzati con fibra di vetro) adatti a diverse applicazioni, tutte nel segno della sostenibilità e del basso impatto ambientale.

Si tratta infatti di profili e grigliati in materiale composito Prfv, ideati, progettati e realizzati interamente nella sede friulana, da cui si ottengono strutture con elevata resistenza meccanica e chimica – caratteristica che si traduce nella elevata durabilità nel tempo – e una leggerezza nemmeno pensabile nei materiali tradizionali come l’acciaio. Per questo motivo il Prfv è un’alternativa sempre più utilizzata rispetto ai materiali tradizionali quali acciaio, alluminio o legno. La leggerezza, in particolare, comporta un forte abbattimento dei costi di movimentazione: peraltro le strutture – progettate e dimensionate direttamente in azienda – sono pre-assemblate e dunque arrivano già pronte per l’installazione con una sensibile riduzione dei tempi di cantiere. La resistenza alla corrosione consente invece di evitare l’applicazione di vernici di protezione, spesso inquinanti, abbattendo i costi di manutenzione nel lungo periodo.

Per quanto riguarda la parte “in house”, Fibre Net è invece molto attenta alle politiche di risparmio energetico e di ottimizzazione delle emissioni di CO2 sia in fase di produzione che di fornitura. In particolare, l’azienda è impegnata in progetti di riciclo di sfridi e di riutilizzo di parti seconde del processo produttivo. L’impresa friulana indirizza parte delle proprie attività di progettazione a supporto degli impianti di depurazione, potabilizzazione, raccolta e distribuzione dell’acqua e nell’ambito del dissesto idrogeologico, con strutture di contenimento a beneficio, a esempio, dei Consorzi di bonifica. Altri progetti, legati a più grandi iniziative di sostenibilità ambientali, sono attualmente in corso di sviluppo.

Condividi questo articolo!