E’ partito il progetto Estate al mare per persone disabili

27 Luglio 2020

PORDENONE. Una vacanza a Lido del Sole, Bibione, in un appartamento da condividere con altri giovani e coetanei. È l’iniziativa “Un’estate al mare” progettata congiuntamente da Fondazione Opera Sacra Famiglia di Pordenone e Cooperativa Sociale di Solidarietà Familiare, denominata Airone, di Porcia, che sarà realizzata grazie al sostegno e contributo della Fondazione Friuli. Il progetto si svolge dal 27 luglio al 29 agosto, rivolto a persone con disabilità che potranno sperimentarsi, in un contesto di vacanza accogliente e accessibile, attraverso attività che stimolano e favoriscono le autonomie personali, dando sollievo alle famiglie provate dalle limitazioni del Covid-19.

Il mare è il luogo ideale: ascoltare le onde che si infrangono sulla riva può calmare l’ansia e creare uno stato rilassato che permette il rilascio di dopamina e serotonina; la luce solare permette di sintetizzare la vitamina D, sostanza che aiuta a prevenire le malattie autoimmuni; l’acqua marina contiene diversi minerali e altri composti che aiutano a rafforzare il sistema immunitario. Inoltre, l’aria di mare è nota per i suoi benefici sul sistema respiratorio, grazie alla grande quantità di sali minerali che contiene e aiuta la buona salute di bronchi e polmoni.

Questo progetto, che coinvolge due gruppi composti da 4-5 persone che si alterneranno nel soggiorno per 15 giorni ciascuno, consente un modello di convivenza e di mutuo aiuto tra persone con disabilità che frequentano diversi centri semiresidenziali-laboratori con il supporto e la mediazione degli educatori, figure chiave per la realizzazione del progetto. “Un’estate al mare” può essere considerata la prova del nove in vista della sperimentazione di una modalità di vita comunitaria per le persone con disabilità, in ambienti di piccole dimensioni e con gli apporti e sostegni personali, che consentono il miglioramento della qualità della vita oltre alla prospettiva di un’autodeterminazione e di acquisizione di nuove autonomie al di fuori del nucleo familiare, sollevando i parenti dalla preoccupazione di quello che sarà il “Dopo di Noi”.

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