E’ partita l’Ultracycling

27 Agosto 2016
La partenza.: al microfono la figlia di Vito Favero

La partenza.: al microfono la figlia di Vito Favero

TREVISO. Il primo a partire è stato il bresciano Mirco Bressanelli, l’atleta diversamente abile che affronterà le Dolomiti avanzando, con la sola forza delle braccia, su una handbike. Poi è stata la volta di Poonkiat Reungpoca, il primo dei tre thailandesi in gara, che porterà tra le montagne più affascinanti del mondo l’orgoglio di esserci: “L’impresa più grande della mia vita”. Di impresa, ha parlato anche l’atleta più nota, l’olimpionica di scherma Dorina Vaccaroni. “Le sfide mi piacciono – ha detto l’ex fiorettista azzurra -, nella mia vita non mi sono mai tirata indietro. Dopo la scherma, mi sono appassionato al ciclismo. Ho partecipato a tante gare, anche di buon livello, ma questa è senz’altro la mia sfida più grande: mi sono allenata tantissimo, spero di arrivare alla fine”.

Dorina Vaccaroni

Dorina Vaccaroni

Valida come prova conclusiva del campionato nazionale della specialità, la D+ Ultracycling Dolomitica è scattata ieri da Cison di Valmarino, tra le colline trevigiane. I partecipanti – dieci le nazioni rappresentate – sono partiti da Piazza Roma con un intervallo di tre minuti l’uno dall’altro, raccogliendo grandi applausi: molti erano emozionati al limite delle lacrime. Qualcuno ha dedicato la propria fatica alle vittime del terremoto del Centro Italia. Ad accoglierli sul palco di partenza, anche Tiziana Favero, figlia di Vito, il ciclista trevigiano dei tempi eroici, cui è dedicata la D+ Ultracycling Dolomitica, il sindaco di Cison di Valmarino, Cristina Pin, e Gianluigi Contarin, in rappresentanza della Provincia di Treviso.

Poonkiat Reungpoca

Poonkiat Reungpoca

I partecipanti alla D+ Ultracycling Dolomitica sono attesi da un percorso di 624 chilometri che si svilupperà tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, toccando sei province (Treviso, Vicenza, Belluno, Trento, Bolzano e Pordenone) e 76 Comuni. Sedici i passi montani e dolomitici da affrontare: in successione, il Combai-Madean-Pianezze, il Monte Tomba-Monte Grappa e poi i passi Gobbera, Broccon, Manghen, San Pellegrino, Fedaia, Pordoi, Campolongo, Valparola, Giau, Staulanza, Duran e Forcella Aurine, per poi concludere con il Nevegal e La Crosetta. In totale, 16 mila metri di dislivello. Con passaggio finale sul celebre Muro di Ca’ del Poggio, la salita dei campioni tra i vigneti di San Pietro di Feletto. Una fatica da veri eroi.

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