Due interventi sull’ambiente: Arzino e impianti sciistici

15 Giugno 2021

TRIESTE. Sono due gli interventi su temi ecologicici sollevati dal consiglieri regionali Bidoli e Moretuzzo nel corso delle audizioni consiliari. «L’Arzino è una delle tante meraviglie della nostra regione e non possiamo permettere che azioni speculative possano mettere in discussione la sua bellezza, rischiando di contaminare la sua naturalità per assecondare il profitto o semplicemente perché non si riesce a coglierne tutto il suo valore e potenziale». È quanto hanno affermato i consiglieri di Patto per l’Autonomia a margine della seduta della IV Commissione che ha visto l’audizione del primo firmatario della petizione a difesa dell’Arzino, presentata il 30 luglio 2020 da quasi 8 mila cittadini della regione.

Nel dicembre scorso Bidoli aveva interrogato l’assessore Scoccimarro in merito alla realizzazione di una presa d’emergenza sul torrente Arzino a servizio dell’acquedotto Destra Tagliamento, sollecitando una soluzione alternativa che «potesse veramente garantire la continuità e la sicurezza della fornitura di acqua potabile ai cittadini, oltre alla massima tutela possibile dell’ambiente montano». Ma l’Arzino – uno degli ultimi corsi d’acqua allo stato naturale del territorio – «è da tempo sotto attacco da parte di chi vorrebbe costruire delle autostrade lungo il suo corso o installarci centraline idroelettriche, provocando in entrambi i casi danni ambientali permanenti, con ricadute negative anche sulla sua fruizione turistica», ha concluso Bidoli che, con il capogruppo Moretuzzo, soltanto pochi giorni fa, dalle rive del lago di Cavazzo, incontrando società civile, associazioni ambientaliste e comitati territoriali, aveva denunciato «il saccheggio dei corsi d’acqua a scopo idroelettrico, sovvenzionato da incentivi statali, che, conti economici alla mano, ha i tratti di un affare speculativo a favore di soggetti privati, i cui costi ambientali, pesantissimi, sono tutti a carico delle comunità».

Sugli investimenti per i poli sciistici regionali – l’altro argomento – i consiglieri del Patto chiedono con urgenza l’audizione di Arpa. «È impensabile che l’amministrazione regionale si appresti ad avviare progetti per oltre 57 milioni di euro sugli impianti sciistici regionali quando lo studio conoscitivo condotto da Arpa-Osmer Fvg nel 2018 evidenzia dati impressionanti, tra cui si stima una riduzione dei giorni innevati di 15-30 all’anno e una previsione, nei prossimi anni, di una quota neve stabile sopra i 1.800 metri di altitudine, stante un aumento medio della temperatura invernale, nel migliore dei casi, di 2° centigradi». Questa la posizione del capogruppo Massimo Moretuzzo, espressa a margine della seduta della II Commissione in occasione della quale si è svolta l’audizione dell’assessore regionale al Turismo e del direttore generale di PromoTurismoFvg sugli investimenti turistici nel settore montano.

«Quasi un anno fa – ha ricordato Moretuzzo assieme al consigliere Bidoli – siamo stati primi firmatari di una richiesta di audizione sul tema degli investimenti relativi ai poli sciistici regionali. La richiesta nasceva all’indomani dell’approvazione in sede di assestamento di una norma che stanziava 6 milioni di euro finalizzati a lavori relativi a impianti sportivi interessati dalla manifestazione di Eyof 2021, accanto ai quali si annunciavano ulteriori investimenti da parte di PromoTurismo Fvg, destinati a sostenere finanziariamente interventi su impianti sportivi invernali. Già allora avevamo chiesto che il Consiglio regionale fosse portato a conoscenza delle progettualità che si intendevano realizzare rispetto ai vari impianti per gli sport invernali, anche alla luce dei cambiamenti climatici, che necessariamente imporrebbero un ripensamento generale delle politiche sul turismo invernale montano».

«A distanza di quasi un anno l’audizione non si è svolta – evidenziano Moretuzzo e Bidoli – e pare che Arpa-Osmer Fvg non sia stata ascoltata nella redazione di questa progettualità e non abbia potuto rappresentare quali scenari si prefigurano rispetto ai singoli interventi tenuto conto dei cambiamenti climatici. Risorse così importanti devono essere investite solo se vi è la garanzia che i benefici per il territorio e per la popolazione regionale saranno garantiti anche nel lungo periodo – ha concluso il capogruppo del Patto per l’Autonomia –. È finita l’era della politica miope che spende “qui e ora”, bisogna piuttosto puntare sulle progettualità in grado di cogliere i cambiamenti che si stanno registrando a livello climatico».

Condividi questo articolo!