Domani udienza a Roma sul futuro idroelettrico del Fella

9 Febbraio 2021

La consegna della petizione al presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin

PONTEBBA. La petizione “Un patrimonio comune da proteggere. Liberiamo il fiume Fella dalle speculazioni” – sottoscritta da oltre 1.200 elettori del Canal del Ferro e del resto della regione e consegnata, l’11 gennaio, al Presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin – è stata assegnata alla IV Commissione permanente, per l’esame di competenza. Il Comitato promotore dell’iniziativa popolare, sostenuta dal vicepresidente Stefano Mazzolini, ha accolto con estrema soddisfazione l’importante comunicazione (resa nota il 2 febbraio), interpretandola come «beneaugurante segnale di sollecitudine e impegno delle istituzioni regionali, soprattutto in considerazione del fatto che l’attesa assegnazione avviene alla vigilia dell’importante udienza di mercoledì 10 febbraio.

In quella giornata, il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (Tsap) di Roma tornerà a occuparsi del Ricorso contro la Regione Fvg, presentato dalla Società Idroelettrica Fella srl di Venzone che, in tal modo, tenta di far annullare i provvedimenti – inefficacia della “Pubblica utilità”, decadenza dell’“Autorizzazione Unica” e decadenza della “Concessione a derivare acqua ad uso idroelettrico” –, che hanno sonoramente sbarrato la strada alla realizzazione dell’ennesima Centrale idroelettrica sul fiume Fella. Al giorno d’oggi, le acque del Canal del Ferro sono già sfruttate da ben 35 Impianti, ai quali potrebbero aggiungersene ulteriori 11, visto che per essi è in corso un “Procedimento di Autorizzazione”.

Tale “assalto”, già denunciato come inaccettabile sacrificio di un prezioso Bene comune «sull’altare del profitto privato e di iniziative che, al di là di irrisorie “compensazioni”, non garantiscono serie ricadute economiche sul territorio, in termini di approvvigionamenti energetici puliti, di lavoro e di sicurezza idrogeologica», sarebbe oltre modo aggravato, secondo il Comitato “Liberiamo il fiume Fella dalle speculazioni”, se il progetto di Idroelettrica Fella potesse riprendere il suo contestatissimo iter.

L’impianto progettato in Comune di Pontebba, infatti, prevede la realizzazione di una“Cabina Primaria”, la quale – si legge nella Petizione consegnata in Regione e firmata in gran numero da pescatori, consorziati delle Vicìnie, proprietari di fondi e ambientalisti – «da un lato svelerebbe la volontà di realizzare un prossimo sistema di “Centrali a catena” per lo sfruttamento delle acque del Fella, compresi i suoi pochi affluenti ancora superstiti…; dall’altro la riconferma, ove ve ne fosse ancora bisogno, che l’energia idroelettrica prodotta con le nostre preziose acque se ne va ben lontano dai luoghi di produzione, senza possibilità alcuna che quota di quell’energia sia a sua volta “produttrice” di vera ricchezza in termini di occupazione e sviluppo economico dei nostri disagiati territori di montagna».

A fianco dell’Amministrazione regionale (il cui impegno per «illustrare compiutamente la complessa procedura amministrativa curata» e per «difenderne la correttezza e la legittimità» presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche è stato assicurato dalla Giunta il 7 dicembre scorso, in risposta a una specifica interrogazione del “Patto per l’Autonomia”), si è costituito anche il Consorzio vicinale di San Leopoldo, che gode del sostegno dell’Associazione dei Consorzi vicinali della Val Canale. L’iniziativa“Un patrimonio comune da proteggere. Liberiamo il fiume Fella dalle speculazioni”, appoggiata anche da Legambiente regionale e dai Comitati carnici per la tutela delle acque, procede anche online, tramite la piattaforma www.change.org, ove può essere sottoscritto il documento indirizzato al Presidente della Giunta regionale, Massimiliano Fedriga.

Per informazioni: Gruppo WhatsApp “Salviamo il Fella” / 320 0430247.

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