Disabili ospiti della Val Resia Un soggiorno indimenticabile

20 Ottobre 2020

PORDENONE. Spesso per chi ha una disabilità, viaggiare non è facile; ma il viaggio rappresenta non solo un momento di svago e relax, ma anche un’importante occasione di crescita. Ecco perché la cooperativa sociale Il Piccolo Principe, in collaborazione col team della Tana in Val Resia e della cooperativa “Farfalle nella Testa” di Bordano, ha organizzato, per il terzo anno consecutivo, il progetto di turismo inclusivo “Anche io Amo Viaggiare” destinato a persone in difficoltà o con disabilità. Un sogno che è diventato realtà quest’anno per 13 persone (suddivise in due gruppi distinti) che in settembre hanno soggiornato in Val Resia, grazie al sostegno di Fondazione Friuli, che ha finanziato il progetto.

“L’idea nuova di “Anche io Amo Viaggiare” – ha spiegato Giuliana Colussi, responsabile dell’Area Integrazione Sociale – è quella di portare gli ospiti a vivere il territorio non soltanto dal punto di vista naturalistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista culturale e sociale. Le attività non sono state pensate per la disabilità, ma al contrario, seguendo l’esempio del turismo lento ed esperienziale, sono attività per tutti che con dei piccoli accorgimenti sui tempi e sulle esigenze individuali, risultano idonee anche a persone con bisogni speciali”.

Il programma in Val Resia ha previsto diverse tappe: la visita ai principali musei, l’esplorazione dei più interessanti siti naturalistici tra cui il Fontanone di Barman e La Sella Carnizza, il Centro Visite del Parco naturale delle Prealpi Giulie che ha permesso al gruppo di entrare in contatto con il territorio, la visita del Museo dell’Arrotino e all’abitato di Stolvizza che ha consentito di prendere confidenza con la popolazione degli usi e costumi tipici della Val Resia, la visita alla casa delle Farfalle, caratterizzata da un laboratorio didattico a tema naturalistico e dall’immersione nella foresta tropicale e l’esplorazione delle rive del Lago di Cavazzo.I due gruppi sono stati accompagnati da 6 educatori (il primo gruppo includeva persone con bisogni assistenziali elevati, quindi la necessità di garantire la presenza di 4 educatori), da 1 volontaria e da 2 guide naturalistiche.

“Molto emozionante l’esperienza in Malga Confin – ha aggiunto Colussi – dove i partecipanti si sono potuti cimentare nei lavori da malgaro tra cura degli animali e lavoro in latteria. E poi, durante le serate, sono state fatte camminate notturne per ascoltare le “voci della foresta” ed osservare il cielo. Non sono mancate neppure le musiche e le danze tipiche del territorio della Val Resia accompagnate da un ottimo barbecue preparato in collaborazione con i partecipanti”.

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