Di chi è questa terra?

5 Marzo 2013

TEGLIO. Mi domandai di chi fosse quella terra – I nuovi beni civici per le nuove comunità: questo il titolo/tema del convegno in programma a Teglio (Venezia) il 9 e il 10 marzo. «Piantava querce. Gli domandai se quella terra gli apparteneva. Mi rispose di no. Sapeva di chi era? Non lo sapeva. Supponeva che fosse una terra comunale, o forse proprietà di gente che non se ne curava? Non gli interessava conoscerne i proprietari. Piantò così le cento ghiande con estrema cura» (Jean Giono, “L’uomo che piantava gli alberi”).

«Mi domandai di chi fosse quella terra…»: lo stesso interrogativo che Jean Giono si poneva, attraversando il “paradiso terrestre” realizzato con commovente determinazione dall’indimenticabile protagonista del racconto “L’uomo che piantava gli alberi”, ritorna sempre più spesso in riflessioni personali e pubblici dibattiti, man mano che la crisi economica e sociale diventa più pesante e minacciosa. Alle prese con il problema del “pane quotidiano”, aumenta il numero di coloro che si chiedono di chi siano i milioni di ettari – oggetto del cosiddetto “Land grabbing” – sottratti all’uso di comunità e piccoli agricoltori e ceduti dai governi dei Paesi più poveri del Sud del mondo (ma talvolta anche del Nord) a fondi d’investimento e multinazionali e, perfino, a nazioni tradizionalmente ricche o emergenti.

Anche in Italia, però, ci si domanda a chi effettivamente appartengano quelle terre demaniali o “pubbliche” che frettolose ricette anticrisi vorrebbero dismesse e privatizzate senza troppi scrupoli; chi debba essere il gestore delle migliaia di ettari di campagne e boschi abbandonati e degradati, che costellano la penisola italiana e, in particolare, aree montane e spopolate; chi debba possedere e gestire le terre finalmente sottratte al controllo delle mafie; ma anche come fronteggiare l’esodo rurale e la moria di aziende agricole, come garantire l’accesso dei giovani alla terra e come superare le distorsioni del mercato fondiario, arginando il riaffermarsi di nuove forme di latifondismo… Di fronte a tali interrogativi e a tante problematiche di ordine locale, statale e internazionale, i promotori del convegno intendono verificare se lo storico modello proprietario e gestionale degli assetti fondiari collettivi (beni civici, proprietà collettive, regole montane e usi civici…) possa essere uno strumento per affrontare e risolvere molte delle questioni sul tappeto: dal frazionamento fondiario all’esodo rurale; dall’improrogabile necessità di contenimento del consumo di territorio alla salvaguardia del patrimonio ambientale e della destinazione agro-silvo-pastorale delle campagne; dalla fuga dalle città e da modelli di sviluppo insostenibili alla sovranità alimentare e all’autosufficienza energetica… che si tende a conglobare, anche se talvolta in maniera semplicistica, nella questione della riappropriazione e della valorizzazione dei beni comuni.

Nelle intenzioni dei promotori del convegno, inoltre, sarà opportuno riflettere pure sul servizio che la gestione attiva di vecchi e nuovi beni civici, di fronte alla ventilata riorganizzazione delle circoscrizioni amministrative di livello comunale, provinciale e regionale, potrebbe assicurare alle comunità locali, in ordine alla loro coesione e identità. A Teglio Veneto, il 9 e il 10 marzo, si confronteranno su tutte queste decisive questioni e, quindi, sulla profetica domanda di Jean Giono studiosi e amministratori delle terre civiche italiane, analisti della realtà rurale e protagonisti di esperienze innovative, in Veneto e Friuli.

Ed ecco il programma del convegno.

Stefano Rota

Sabato 9 marzo, ore 10, Teatro san Giorgio. Le nuove proprietà collettive nell’era dei beni comuni. Aspetti storici e giuridici. FABRIZIO MARINELLI, ordinario di diritto privato Università dell’Aquila; introduce LUCA NAZZI, presidente coordinamento regionale proprietà collettiva in Friuli Venezia Giulia; dibattito e conclusioni. Ore 15.30 Nuovi beni civici? Esperienze e prospettive al tempo della crisi economica e sociale. Tavola rotonda introdotta e moderata da GIANFRANCESCO DEMENEGO, presidente coordinamento regionale veneto della proprietà collettiva e delle Regole di Ampezzo. Terre demaniali, accaparramento delle terre agricole, accesso alla terra / Cristina Micheloni, Aiab. Le terre confiscate alla mafia / Davide Pati. Libera I Prati delle Pars / Gino Gobbo, associazione Prati delle Pars. Il Parco comunale dello Stella / Massimo Tonizzo, assessore all’ambiente di Rivignano. Dibattito e conclusioni. Ore 20.45 PATANOSTRADA / LA TERRA di Sandra Mangini e Stefano Rota, con Stefano Rota e Max Bazzana. Un racconto comico e poetico, popolare e contemporaneo, dedicato alla cultura della Terra. Un omaggio alla civiltà contadina e alla civiltà della Terra, a quel bagaglio di sapienze che se ne vanno e che, forse oggi più che mai, ci possono ancora essere di grande aiuto.

Domenica 10 marzo, ore 10 Prati delle Pars. DALL’AGRICOLTURA INTENSIVA ALLA RINASCITA DELLE PARS. Visita ai Prati delle Pars accompagnati da Gino Gobbo e Mario Bellot. DAL SINDACATO DI CORDOVADO ALLE LOTTE SOCIALI DELL’OTTOCENTO PER LA GESTIONE DELLE TERRE COMUNI. Fine mattinata in compagnia di Luca Vendrame. In caso di maltempo l’iniziativa avrà luogo al Teatro San Giorgio di Teglio Veneto.

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