Da una casa sfitta una nuova residenza per anziani

30 Ottobre 2015

interniROVEREDO IN PIANO – Una casa famiglia per anziani dove una volta c’era una casa sfitta con un proprietario volenteroso di fare qualcosa di utile per la società: il progetto della cooperativa sociale Foenis di Cordenons raddoppia e dopo casa Clelia, inaugurata ufficialmente a Pordenone, nel 2016 sarà la volta di casa Lucia, la quale sorgerà a Roveredo in onore della madre dell’architetto Ermanno Dell’Agnolo che insieme ai fratelli Paolo e Clelia ha messo a disposizione quella che era l’abitazione dei propri genitori in via Pionieri dell’Aria. Un progetto che vede oltre alla sinergia tra i privati e la cooperativa Foenis, anche il sostegno convinto di Confcooperative Pordenone (della quale la coop sociale fa parte) e dell’Amministrazione comunale roveredana guidata dalla sindaco Mara Giacomini.

“A Roveredo – ha spiegato la presidente di Foenis Daniela Mendes – replicheremo il felice progetto di via Meschio a Pordenone, dove il commercialista Renzo Valentini invece di venderla ha ristrutturato la casa di famiglia, nella quale ora noi siamo in affitto ospitando anziani autosufficienti all’interno di quella che è una grande famiglia, con spazi comuni ma anche privati e nella quale gli ospiti sono seguiti costantemente, pure di notte, e hanno facilità alla socializzazione. Il numero di domande avute per la struttura pordenonese ci ha dimostrato come il tessuto sociale provinciale, dove l’età media si sta alzando, abbia sempre più bisogno di queste strutture e quindi, trovando la gentile disponibilità della famiglia Dell’Agnolo, abbiamo deciso di portare il progetto anche a Roveredo, dove la casa ospiterà fino a 9 persone“.

“La nuova casa – ha aggiunto l’architetto Ermanno Dell’Agnolo – si sviluppa su 300 metri quadri e si trova in un posizione felice, vicino alle grandi vie di comunicazione ma in una strada tranquilla e in prossimità del centro cittadino. Stiamo predisponendo tutti i passaggi edilizi per i lavori, con l’idea di aprirla il prossimo anno: per noi fratelli sarà un modo per onorare la memoria dei nostri genitori”.

Una volta completata la struttura toccherà al gruppo di lavoro di Foenis, formato oltre che dalla presidente Mendes dai soci Samantha Turchet, Massimo Carpenè volontario della Croce rossa e Pietro Turchet medico di base a Cordenons, avviare la struttura come fatto a Pordenone, dove casa Clelia è diventata anche un punto di riferimento per il vicinato, il quale è accorso numeroso al rinfresco d’inaugurazione svoltosi a metà ottobre.

“Un’iniziativa di successo – ha dichiarato il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol – che ha avuto il merito di incontrare persone disponibili a concedere il proprio patrimonio immobiliare per un progetto innovativo. La cooperazione ancora una volta dimostra la propria vocazione più vera, ovvero quella di essere utile per l’intera comunità dove opera: questa la sua missione da sempre, al servizio delle persone e non dell’utile economico”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!