Da notizia a sciacallaggio

1 Maggio 2013

Sconcertante l’intervista al figlio undicenne dell’attentatore di Palazzo Chigi, ignorata la tutela dei minori, lo scoop è una cosa seria. Scrive Giovanni Rossi, presidente Fnsi: “Veramente sconcertante l’intervista, apparsa su varie testate, del figlio undicenne dell’attentatore di Palazzo Chigi, Luigi Preiti. Non solo appare del tutto ignorato il codice deontologico, contenuto nella Carta di Treviso, a tutela dei minori, siglato, oramai diversi anni fa, da Ordine dei giornalisti, Federazione della Stampa e Telefono Azzurro, ma appare assolutamente incomprensibile come una tale intervista possa avere stimolato l’attenzione di chi dovrebbe fare informazione in maniera corretta, rispettando, tra l’altro, le regole condivise della professione. Lo scoop è una cosa seria. Bene stanno facendo alcuni Ordini regionali ad aprire procedimenti disciplinari”.

L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia aprirà un procedimento disciplinare contro i giornalisti e i direttori delle testate che hanno intervistato il figlio dell’attentatore. «È inammissibile – dichiara il presidente dell’Ordine, Letizia Gonzales – che giornalisti professionisti violino così palesemente le regole che governano la nostra professione, trasformando l’informazione in un’operazione di sciacallaggio, solo per fare uno scoop». «È ora di mettere un freno a questo modo selvaggio di concepire la notizia – aggiunge Gonzales – che non trova giustificazione alcuna nel diritto di cronaca. Dispiace dover ancora una volta ricordare ai colleghi che questa barbarie è intollerabile e non è giustificata nemmeno da un’autorizzazione magari concessa dalla mamma di questo bambino». L’intervista, secondo la presidente dell’Odg lombardo, viola le norme deontologiche, in particolare quelle contenute nella Carta di Treviso, il codice di autoregolamentazione che tutela i diritti dei minorenni al centro di casi di cronaca.

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