Criteri appalti: un deciso no dall’incontro Anip a Udine

17 Aprile 2019

UDINE. Un messaggio forte e chiaro quello espresso dalla settima tappa del Road show che Anip-Confindustria, l’associazione nazionale delle imprese di Pulizia e Servizi Integrati presieduta da Lorenzo Mattioli, che si è svolto nella sede di Confindustria Udine alla presenza delle aziende friulane leader nei settori dei Servizi e dell’Ict, di esponenti istituzionali e delle categorie imprenditoriali. A portare i saluti di Anip il segretario generale Barbara Fiorucci, con la successiva presentazione del comparto che supera i 130 miliardi di euro ed è capace di attivare oltre 2,5 milioni di occupati e l’illustrazione dei temi che maggiormente stanno impegnando l’associazione, tra tutti l’attuale fase di revisione del codice Appalti.

«A questo Governo che sta varando l’ennesima riforma del codice degli appalti, diciamo ‘no’ al criterio del massimo ribasso per l’aggiudicazione delle gare dei servizi e sulla differenziazione delle procedure tra settore edile e settore dei servizi», hanno evidenziato i rappresentanti di Anip. Appello condiviso anche dall’onorevole Walter Rizzetto, vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera dei Deputati. «Le aziende devono aggiudicarsi le gare perché sono brave e lavorano bene, non solo perché offrono meno. Anzi, molti imprenditori onesti vorrebbero cambiare, e subito, questo assurdo paradigma; nuoce, infatti, a loro stessi ed alla loro credibilità. Li voglio invitare presto a Roma per poterli far ascoltare dalla commissione Lavoro della Camera e per poter proporre, assieme, delle virtuose modifiche che migliorino le cose per tutti quelli che gravitano in seno a questo moderno ed importantissimo settore».

Un tema centrale anche nell’intervento di Alessandro Pedone, membro del consiglio generale Anip e Amministratore delegato di Gsa Gruppo Servizi Associati, che ha portato all’attenzione dei presenti l’esperienza aziendale in rapporto a dinamiche di mercato che troppo spesso vedono prevalere la logica del massimo ribasso, alimentando contenzioni e ritardi. «Con l’attuale quadro normativo diventa difficile, per le nostre aziende caratterizzate da un elevato costo della manodopera, creare valore e margini operativi importanti, stabilità occupazionale, sviluppo. Costo del lavoro – spiega Pedone – spesso predeterminato dalla stazione appaltante. Non osiamo immaginare cosa accadrà nel nostro settore in virtù della ‘deregulation’ pericolosa per le imprese, per il dumping sociale sui lavoratori e per gli scenari di illegalità che si profilano all’orizzonte, riportando alla ribalta quelle società che erano state, per fortuna, spazzate via dal mercato». Anche Euro&Promos, rappresenta dal Ceo, Alberto Tavano Colussi, ha sottolineato la necessità di limitare questo meccanismo dettato anche dalla domanda stessa.

A fare da cornice all’incontro, l’analisi sul tessuto economico regionale, caratterizzato da un alto tasso innovativo e dal grande valore aggiunto apportato proprio dalle imprese dei servizi. Temi sottolineati dalla Presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, che ha fatto riferimento a numeri davvero significativi relativi ad un comparto che pesa per il 71% sul valore aggiunto in Friuli Venezia Giulia, contro il 23% del manifatturiero.

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