Costruzioni alla canna del gas: dal 2009 perse 956 imprese artigiane

30 Aprile 2015

 

stefanutti gino2UDINE – “Se in alcuni settori qualche segnale positivo si intravvede, in quello delle costruzioni siamo ormai davvero alla canna del gas”. Lo denuncia Gino Stefanutti, capo categoria provinciale degli edili di Confartigianato Udine che in poche cifre riassume la disfatta di un settore un tempo fra i più attivi e produttivi. “In Fvg a fine 2014 il settore delle costruzioni contava 14.832 imprese con 39.000 addetti. Di queste ben 11.811 pari all’80%, che danno lavoro a 21.500 addetti, sono artigiane. Ma il loro numero è in drastica e preoccupante flessione: rispetto al 2009 (si veda la tabella) si sono perse 956 imprese artigiane (-7,5%) e la fase di recessione non si è arrestata neppure nell’ultimo anno quando il calo è stato di 310 imprese (-2,6%) e 1.160 addetti (-5,1%) e se questo fenomeno non si fermerà rischiamo di disperdere un patrimonio di conoscenze e di know how di non poco conto”.

Fonte: Ufficio Studi CGIA-UD su dati Unioncamere-Infocamere-Stockview

Fonte: Ufficio Studi CGIA-UD su dati Unioncamere-Infocamere-Stockview

E la situazione non migliora nemmeno nei primi mesi del 2015: a febbraio il valore della produzione del settore costruzioni in Italia è sceso dell’1,3% rispetto a gennaio. Una tendenza negativa simile a quella registrata in Europa, con una flessione dell’1,8% nell’Eurozona e dell’1,2% nell’Ue a 28. Ma, valutata su base annua, la situazione delle costruzioni rimane decisamente peggiore rispetto all’Europa: negli ultimi 12 mesi (marzo 2014-febbraio 2015) la  produzione del settore è calata del 5,8% rispetto  ai  12  mesi  precedenti. Nello stesso periodo, invece, l’Europa mostra un aumento dell’1,6% e nell’Eurozona l’attività delle imprese edili è stabile, con un incremento dello 0,4%. “Per garantire un futuro solido all’intera filiera delle costruzioni – aggiunge Stefanutti – dobbiamo partire dalla rigenerazione sostenibile delle città e dei territori, da quelle piccole e medie opere infrastrutturali che, oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini, sono fondamentali per il rilancio del settore e dell’economia. In Fvg la Regione ha mosso dei passi decisi in questa direzione, ma occorre dare avvio in tempi rapidi ai cantieri modificando anche il patto di stabilità interno, che va reso più flessibile per consentire l’utilizzo dei fondi disponibili nelle casse comunali per investimenti. Solo così potremo farcela”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!