Corso di archeologia subacquea, è stato un successo

30 Novembre 2015

 

operatori 1TRIESTE – Si è svolta questa mattina, a Palazzo Gopcevich, la conferenza stampa di chiusura del primo Corso regionale di Archeologia subacquea, organizzato dalla FIPSAS (Federazione italiana pesca sportiva attività subacquee e nuoto pinnato), in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del FVG e dell’Università di Udine, nell’ambito della quale sono stati presentati i risultati, anche in termini di rinvenimenti archeologici, e le prospettive.

E’, infatti, il primo anno che la FIPSAS, attraverso il Circolo Sommozzatori di Trieste, che ne promuove la didattica subacquea, organizza un Corso di archeologia subacquea ed è subito stato un successo. “Le richieste di partecipazione sono state tante e da tutta la regione ma, purtroppo, dice uno degli istruttori, Enrico Torlo, i posti disponibili, per quest’anno, erano solo 24”.
Il corso, durato più di un mese e conclusosi lo scorso 7 novembre, è stato coordinato da Riccardo Visintin di Udine, con brevetto di istruttore di archeologia subacquea, e ha visto la la partecipazione attiva di Luigi Fozzati, Soprintendente Archeologia del FVG, di Domenico Marino, responsabile per l’Archeologia subacquea della Soprintendenza, e di Massimo Capulli, professore dell’Università di Udine, archeologo subacqueo e navale, in qualità di docenti alle lezioni teoriche, svolte presso le sedi dei Circoli Sommozzatori di Trieste e di Udine e presso il Comune di Muggia, che ha dato il suo patrocinio all’iniziativa mettendo a disposizione la sala Millo. Tra i docenti anche il giornalista della RAI, ora in pensione, Marco Buzziolo, fotocineoperatore subacqueo e appassionato di archeologia.

Grande entusiasmo è stato registrato da parte dei partecipanti, tutti con brevetto di subacqueo almeno di secondo grado, sicuramente attratti dal fascino della ricerca archeologica ma desiderosi anche di apprenderne le tecniche ed i metodi, nel rispetto della tutela del patrimonio archeologico sommerso. “E’ questa la finalità più importante del corso – ha detto Domenico Marino – sensibilizzare il mondo delle immersioni sportive verso la conoscenza, la promozione e la conservazione e formare operatori tecnici abilitati ad affiancare gli archeologi nelle campagne di scavo, per le ricerche e le prospezioni, e supportarli in tutti gli eventi e le attività collegate, compresi gli interventi di urgenza.”

Presente alla conferenza stampa, in qualità di invitato, il giornalista Pietro Spirito, subacqueo e appassionato di archeologia, il quale ha detto che “il corso segna, senza dubbio, un cambio di passo nell’ambito della valorizzazione e della diffusione di una cultura archeologica subacquea”, soprattutto in una città di mare quale è Trieste dove il suo golfo, affettuosamente chiamato da Spirito “il pozzangherone”, è uno scrigno pieno di tesori.

Le immersioni si sono svolte, sotto la guida degli istruttori Enrico Torlo e Guido Merson di Trieste e Roberto Battiston di Pordenone, presso Punta Sottile, in zone già segnalate da precedenti studi e prospezioni e dove sono visibili piccoli manufatti portuali di epoca romana. Qui sono stati rinvenuti altri manufatti, probabilmente corrispondenti ad una riviera, e scali e moletti con caratteristiche costruttive e di impostazione funzionale simile a quelli già riscontrati.

Sicuramente la lezione più importante del corso è stata quella di capire che la ricerca archeologica, soprattutto nell’ambito di un elemento mutevole e spesso ostile come l’acqua, richiede pazienza, metodo, rispetto per l’ambiente e per la storia che ogni reperto piccolo o grande porta con sé, quale patrimonio di tutti.

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