Corsa al superbonus termico L’antisismico va più piano…

18 Gennaio 2022

La rete Fibre Net

È boom per gli incentivi all’edilizia e, in particolare, per il superbonus 110%. Eppure gli interventi relativi alla messa in sicurezza antisismica degli edifici rappresentano ancora una piccola fetta rispetto al totale dei lavori agevolati. Insomma, il superbonus sismico rimane cenerentola rispetto al termico sia come numero che come volume dei cantieri. Ciò malgrado l’Italia, si sa, sia un Paese quasi tutto ad alto rischio sismico: dal terremoto del Belice del 1968 abbiamo avuto oltre 5 mila vittime e la spesa pubblica per la ricostruzione ammonta a una media di oltre 2 miliardi l’anno (il totale si aggira intorno ai 130 miliardi). Mentre secondo il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri le azioni di messa in sicurezza nelle zone sismiche 1 e 2 costerebbero circa 35 miliardi di euro.

Certo, la consapevolezza sull’importanza di vivere in immobili sicuri sta via via crescendo. Tuttavia, il super sismabonus ha generato nel 2021 un giro d’affari di poche centinaia di milioni (vedremo i dati a consuntivo nelle dichiarazioni dei redditi) a fronte di 16 miliardi di investimenti complessivi ammessi e oltre 95 mila interventi, con il “termico” (super ecobonus) a far la parte del leone.

Il Friuli può vantare però un’antica cultura sul terreno della ricostruzione e del consolidamento antisismico. Sul nostro territorio ci sono infatti eccellenze produttive come la Fibre Net di Pavia di Udine, azienda specializzata in prodotti e sistemi certificati in materiali compositi in fibre di vetro e carbonio abbinate a matrici polimeriche. Fibre Net opera con il superbonus sismico in oltre 1.200 condomini in tutta Italia, ma lavora anche su cantieri infrastrutturali Rfi e Anas ed è impegnata nel consolidamento di manufatti archeologici e beni storici e architettonici. Ricerca e innovazione continua hanno consentito all’impresa friulana di sestuplicare il fatturato negli ultimi sei anni, arrivando a circa 30 milioni di euro, e di triplicare i dipendenti, oggi oltre 110.

Andrea Zampa, Ceo di Fibre net, spiega: “Manca sicuramente una cultura della prevenzione antisismica: spesso la gente preferisce un intervento di ristrutturazione che dà subito risultati in termini economici, come il cappotto termico, rispetto a un investimento che aumenta la sicurezza e anche il valore patrimoniale dell’immobile, ma che viene percepito come complicato e non porta a ritorni monetizzabili immediatamente.

Tuttavia – aggiunge Zampa – oggi la tecnologia consente di intervenire in maniera relativamente semplice e di risolvere l’altro grande problema del consolidamento antisismico, ossia l’invasività del cantiere nella vita degli inquilini. Per esempio, noi abbiamo messo a punto ‘Ri-struttura’, l’unico sistema di rinforzo strutturale di tipo Crm (Composite Reinforced Mortar) marcato CE che, operando dall’esterno, consente di migliorare la struttura dell’edificio senza per questo costringere l’inquilino ad abbandonare l’immobile durante i lavori. Ora sicuramente è necessario proseguire con la spinta dei bonus, garantendo un quadro regolatorio stabile nel medio periodo per programmare gli interventi senza sorprese e in un tempo sostenibile”, conclude Zampa.

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