Correre dietro a un pallone… fa bene non solo al corpo

21 Gennaio 2021

BAGNARIA ARSA. Lo sport deve essere un veicolo di integrazione. Nel mondo ovale c’è spazio per tutti, ogni ruolo ha le sue competenze e le sue caratteristiche peculiari. Partendo da questo presupposto la Juvenilia Bagnaria Arsa del rugby si è trovata ad osservare quanto di più bello può avvenire nel mondo sportivo e non solo: veder crescere insieme quanti più bambini, provenienti dai mondi più disparati e diversi, uniti solo dal piacere di correre dietro ad un pallone ovale.

”Lo sport è integrazione – commenta Ernesto Barbuti, presidente dello Juvenilia Bagnaria Arsa Rugby – e la nostra società ne è un chiaro esempio. Abbiamo visto crescere insieme atleti provenienti dalle più diverse parti del mondo, tutti uniti, come dovrebbe essere sempre, da una grande passione: in questo caso quella della palla ovale”. La realtà Juvenilia, sfruttando l’aggregazione e la coesione che il rugby crea in ogni situazione, accoglie anche i ragazzi che risiedono nelle case famiglia e che, proprio tramite il rugby, sono riusciti a tornare ai loro nuclei familiari originali cambiati e pronti alla vita di comunitá.

”Lo sport e il rugby insegnano tanto – continua il presidente Barbuti -; si tratta, infatti, di una disciplina che ha delle regole, dei valori propri e una capacità innata di insegnare. Questo è un aspetto fondamentale. Un qualcosa che unifica e rende ancora più solide le fondamenta della nostra società. Il rugby, lo sport, devono servire come veicolo per supportarsi e supportare. Noi della Juvenilia ci proviamo e per il momento il campo da gioco e le esperienze umane parlano per noi. Una vittoria importante, guardando al futuro dei nostri ragazzi”,

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