Convegno sull’Alzheimer a Udine: tra malattia e cura

22 Settembre 2016

UDINE. Contribuire alla corretta informazione sulle demenze, presentare possibilità terapeutiche e assistenziali alternative, combattere lo stigma che ancora colpisce le persone affette da demenza: questi gli intenti dell’evento formativo scientifico ECM Demenze: un approccio esperienziale alle tecniche di cura, organizzato sabato 24 settembre (ore 9.00-13.00, Camera di Commercio di Udine) da Demaison, associazione di solidarietà sociale di supporto ai familiari delle persone colpite da demenza, Codess FVG, cooperativa sociale che da vent’anni progetta e gestisce servizi sanitari, assistenziali e educativi, in occasione della 23ª Giornata Mondiale Alzheimer, celebrata il 21 settembre.

All’evento intervengono Ferdinando Schiavo, neurologo, Donatella Basso, psicoterapeuta, il medico musicoterapeuta Luisa Simoncini, l’educatore professionale Maria Silvia Falconi, esperta di terapie non farmacologiche, e l’architetto Bernardino Pittino. Professionalità diversificate, in grado di offrire una prospettiva multidisciplinare sul tema e presentare approcci e strumenti terapeutici alternativi: dal cinema, alla musica, dal gioco alla comunicazione, fino all’organizzazione degli spazi, fisici e relazionali.

L’evento è il primo risultato del progetto di collaborazione fra Codess FVG e Demaison, volto a realizzare iniziative di ricerca e formazione sulla malattia e progetti di cohousing – coabitazione assistita in piccoli nuclei – per persone affette da demenza, sulla base dell’esperienza realizzata dall’associazione Demaison che, già dal 2013, ha avviato un progetto pilota di cohousing a Basaldella.

“La collaborazione – commenta Franco Fullin, presidente di Codess FVG – vuole dare risposte a bisogni dei cittadini oggi non pienamente soddisfatti, trovando un’alternativa, umana, sostenibile ed efficace alle case di riposo e all’assistenza domiciliare, servizi fondamentali che spesso, però, non coprono tutte le fasce di bisogno”. “Il cohousing – spiega Laura Nave, presidente di Demaison – alleggerisce il carico psicologico ed economico che l’assistenza ai malati di demenza comporta per le famiglie, ma soprattutto è più focalizzato sulla persona e quindi più rispettosa del malato, con la sua storia e la sua specificità. La coabitazione realizza infatti il difficile equilibrio tra protezione e rispetto della libertà, della dignità e dell’autonomia residua dei malati”.

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