Convegno di Confcooperative sulla riforma degli appalti

19 Maggio 2016

CODROIPO. Il nuovo codice degli appalti e delle concessioni, entrato in vigore il 18 aprile scorso, può determinare subito una crescita del Pil nazionale pari all’1 per cento annuo che, a regime, potrà salire fino al +3 per cento. È questa la stima fatta da Confcooperative nazionale che si confronterà con il parere di illustri esperti durante un convegno organizzato da Confcooperative Fvg con il patrocinio dell’Anci. Alla Villa Manin di Passariano, venerdì 20 maggio, a partire dalle 9, infatti, le novità della riforma, con la moderazione del presidente di Confcooperative Fvg, Giuseppe Graffi Brunoro, verranno illustrate dal Consigliere di Stato, Carlo Modica de Mohac; dal presidente di sezione del Consiglio di Stato, Marco Lipari e dall’avvocato romano, Massimiliano Brugnoletti.

Premesso che gli appalti pubblici, a livello nazionale, sviluppano un controvalore economico che sfiora i 250 miliardi di euro, pari al 15 per cento del Pil, secondo il movimento cooperativo era necessario intervenire su una normativa datata 2006 e troppo complessa. «Questa riforma riduce il numero di articoli da quasi 700 a 200 – afferma Graffi Brunoro – e introduce importanti novità sul fronte della semplificazione che, se pienamente attuate, porterebbero a un notevole alleggerimento del carico burocratico, senza far venire meno i necessari controlli. Inoltre – prosegue il presidente -, la Pubblica Amministrazione non sarà più obbligata ad accettare le offerte al massimo ribasso, ma potrà valutare la qualità e scegliere tra il miglior rapporto qualità-prezzo; potrà deliberare affidamenti diretti fino a 40mila euro; assegnare premi alle aziende virtuose dotate di un rating di legalità; inserire clausole sociali e ambientali, mettendo così fuori mercato, tra l’altro, le imprese e le cooperative meno scrupolose verso i diritti dei soci e dei lavoratori. Insomma – conclude Graffi Brunoro – si va verso l’obiettivo, su cui abbiamo lavorato con convinzione in questi anni, di trasformare l’equazione appalto uguale spesa in appalto uguale sviluppo e investimento».

Condividi questo articolo!