Continuano le reazioni dopo il blitz in Consiglio regionale

5 Agosto 2020

TRIESTE. Proseguono le prese di posizione delle parti politiche, e non solo, dopo il ’blitz’ di Casa Pound in Consiglio regionale. Anche perché emerge un nuovo particolare.

ANPI
”L’aggressione squadrista in Consiglio Regionale ad opera di un manipolo di militanti di CasaPound – sottolinea in un comunicato l’Anpi Fvg – è atto gravissimo ed anticostituzionale. Il disprezzo delle regole democratiche e lo sfregio attuato nei confronti del Consiglio Regionale dimostrano ancora una volta la vera matrice fascista di CasaPound e configurano un palese reato di vilipendio delle istituzioni repubblicane e contestuale istigazione a delinquere nell’aver interrotto ed impedito il regolare esercizio di un’attività istituzionale.

Le farneticanti dichiarazioni di un consigliere regionale presente al fatto e l’improvvida uscita del responsabile della Protezione Civile di Grado – si sottolina – aggiungono odio all’odio e fanno raggiungere al Friuli Venezia Giulia il triste primato di regione razzista, xenofoba e antidemocratica. I reati sono reati e come tali vanno perseguiti. Basta alle campagne d’odio. L’Anpi Friuli Venezia Giulia chiede a tutte le forze democratiche di unirsi in un’azione comune nella difesa del carattere antifascista della Costituzione e per l’applicazione delle sue norme.

Il Friuli Venezia Giulia è terra di confine, ma non di chiusura o separazione: facciamo in modo che la nostra terra sia luogo di crescita, di scambio e di conoscenza, in pace e nella prospettiva di un universale arricchimento in umanità e progresso. Aderiamo quindi compatti alla manifestazione indetta da AnpiVzpi a Trieste il 6 agosto”.

PATTO AUTONOMIA
«È scandaloso che l’autore della gravissima azione di ieri sia a libro paga dell’amministrazione regionale, deve essere immediatamente licenziato». Non si fa attendere la reazione del capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, dopo aver appreso che uno dei militanti di CasaPound che avevano fatto irruzione nell’aula del Consiglio regionale, è un dipendente regionale.

«Vogliamo sapere con quale criterio è stato assunto dalla Direzione Sanità: qualcuno deve assumersi fino in fondo la responsabilità di questa situazione – continua Moretuzzo –. Non è accettabile liquidare quanto è successo con qualche dichiarazione di scuse o prese di distanza. Siamo di fronte all’infiltrazione delle istituzioni da parte di soggetti eversivi e antidemocratici, servono risposte chiare e tempestive», conclude Moretuzzo, firmatario, con il collega Giampaolo Bidoli, di un’interrogazione, già depositata, con la quale si chiede alla Giunta Fedriga quali provvedimenti intenda assumere nei confronti del dipendente rispetto alla vergognosa vicenda.

PARTITO DEMOCRATICO
“E’ vergognoso che un dipendente regionale – si legge in un comunicato – possa permettersi di commettere atti contro le istituzioni democratiche e continuare a occupare il suo posto di lavoro. Gli atti di cui è stata protagonista questa persona sono stati stigmatizzati dall’intero Consiglio regionale, sono stati oggetto di denuncia presentata dal presidente dello stesso Consiglio regionale, vanno contro le leggi e contro il Codice di comportamento dei dipendenti regionali, non possono in alcun modo configurarsi come espressione di un’opinione.

Se per aver civilmente criticato l’Amministrazione regionale, a un medico è stato interrotto il rapporto di lavoro con un’Azienda sanitaria della nostra regione, al fascista capo del manipolo di CasaPound crediamo vada comminata una sanzione proporzionata. Persone così non sono degne di lavorare nelle Istituzioni e qualsiasi sia la tipologia di contratto vanno cacciate quanto prima”. Lo afferma il segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli.

UTI AGRO-AQUILEIESE
I sindaci dell’Uti agro-aquileiese esprimono sdegno e preoccupazione per l’irruzione di un gruppo di membri di CasaPound durante una riunione di commissione del Consiglio Regionale.

“Non è possibile consentire a un gruppo neofascista un simile sfregio delle istituzioni, durato oltre cinque minuti senza interruzioni, nonostante le giuste proteste dei rappresentanti delle minoranze consiliari. Gravissime e irresponsabili – si legge ancora – sono state le violente parole, nei confronti dei migranti, del consigliere Antonio Calligaris che dovrebbe immediatamente scusarsi o dimettersi.

Chiediamo anche le scuse ufficiali o le dimissioni del responsabile della Protezione Civile di Grado, Giuliano Felluga: le sue parole sui profughi della Cavarzerani sono un’irripetibile offesa all’umanità e al buon senso. Si torni quanto prima a un dibattito sereno tra le forze politiche, alla ricerca di soluzioni legali e umane a problematiche che tutto richiedono tranne la violenza e la disumanità”.

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