Confesercenti: per ora quel che passa il convento, poi…

28 Marzo 2020

UDINE. Il Consiglio regionale si appresta ad approvare il disegno di legge 85 del 2020 che andrà, tra le altre cose, a indicare come spendere i 7,5 milioni di euro stanziati a favore delle piccole medie imprese nella legge regionale 3 del 12 marzo scorso. Gli assi di intervento individuati dalla Giunta sono sostanzialmente due. Innanzitutto il riconoscimento di un credito di imposta pari al 20% sul canone di locazione dei negozi chiusi, che si aggiunge al 60% previsto dal decreto Cura Italia. Quindi un ulteriore intervento a favore dei Confidi e della Banca di Mediocredito del Fvg, per permettere il rilascio di garanzie alle imprese per i primi e finanza fresca per la seconda.

«Il tutto appare insufficiente – ha sottolineato il direttore di Confesercenti Fvg, Alberto Cicuta – e si spera che sia solo un anticipo delle misure che la Regione vorrà adottare a favore delle pmi del territorio regionale. Rinnoviamo pertanto l’invito alla Giunta regionale di intervenire con sostanziali modifiche al bilancio 2020, dimostrando un coraggio politico e una visione del futuro già richiesta da più parti del mondo imprenditoriale, compreso il nostro».

La spesa per il solo mantenimento dell’apparato regionale – fa notare in un comunicato – è pari a oltre un 1,4 miliardi di euro a fronte di un totale di spesa regionale di 7,4 miliardi. Tale spesa di mantenimento dell’apparato è seconda, per dimensione, a quella sanitaria, con un’incidenza di oltre il 19% del bilancio regionale. Paragonate al medesimo bilancio, le risorse messe a disposizione a favore delle pmi in questi primi interventi incidono solo dello 0,5 %. Le norme nazionali hanno prontamente individuato strumenti di tutela soprattutto a favore dei lavoratori dipendenti, lasciando solo le briciole ai piccoli imprenditori. Inoltre, le soluzioni individuate a livello nazionale, per dare finanza alle pmi, verranno in parte vanificate dalla decisione, dell’allora giunta Serracchiani-Bolzonello, di attivare in Fvg la sezione speciale del fondo centrale di garanzia, assicurando di fatto un monopolio ai Confidi regionali per le richieste di finanziamento alle banche, per importi dai 25 mila ai 175 mila euro.

«Il fatto che la Regione e la Cciaa di Pordenone e Udine si apprestino a erogare denaro dei contribuenti a favore dei Confidi regionali, per ridurne le commissioni, non fa altro che acuire il nostro disappunto – ha precisato Cicuta -, vista anche la gratuità delle garanzie alle banche messe a disposizione dal fondo centrale di garanzia per i prossimi 9 mesi. Non neghiamo il nostro sconforto – ha concluso – nel vedere non accolte le nostre richieste, ma dobbiamo accontentarci di quel che passa il convento. A tempo debito si traccerà una riga e si valuterà l’operato di ciascuno di noi in questo tragico momento per l’Italia e per la regione Friuli Venezia Giulia».

Condividi questo articolo!