Confagricoltura Fvg: importanti opportunità dall’accordo di libero scambio tra Europa e Canada

26 Agosto 2017

UDINE – «L’accordo di libero scambio tra l’Europa e il Canada (Ceta) spalanca reali e interessanti opportunità commerciali alle aziende agroalimentari regionali e italiane e consente a migliaia di produttori di latte, vino, ortofrutta, carne e altre eccellenze, attraverso strutture aggregate, di creare un importante valore aggiunto alle loro produzioni proprio grazie alle vendite sul mercato canadese». Lo dice Claudio Cressati, presidente di Confagricoltura Fvg che sottolinea il buon andamento dell’export regionale confermato dai dati diffusi in questi giorni: + 6,3% che è di molto superiore alla media nazionale (+ 1, 2%).

«Per questo è importante che, nei prossimi giorni, il Parlamento italiano ratifichi l’accordo già siglato a livello europeo. E non è una richiesta della sola Confagricoltura, ma di tutta Agrinsieme (che rappresenta oltre i 2/3 delle aziende agricole italiane, il 60 per cento del valore della produzione agricola e più del 30 per cento del valore del nostro agroalimentare italiano) e, tra l’altro, pure del Consorzio del prosciutto di San Daniele Dop. Con il calo dei consumi interni – spiega Cressati – l’apertura di nuovi mercati rappresenta una priorità imprescindibile per il nostro agroalimentare. È impensabile difendere l’agricoltura regionale e italiana arroccandosi nei confini nazionali o europei, con posizioni di chiusura o di protezionismo. Le nostre aziende fanno reddito anche e soprattutto quando riescono a commercializzare le proprie eccellenze in Paesi che hanno un numero di abitanti in crescita (Cina e Sud-est asiatico) o un grande potere di acquisto, come appunto il Canada, Paese che vanta uno dei redditi pro capite più alti al mondo. L’accordo che l’Europa ha siglato, dopo ben 7 anni di negoziato, non ha visto alcun cedimento da parte dell’Ue sulle nostre regole di sicurezza alimentare», precisa Cressati.

Analizzando poi i singoli comparti, va sottolineato che per il vino italiano, presente sul mercato canadese al pari di quello francese e americano, è prevista l’eliminazione completa delle tariffe, la tutela di tutte le nostre denominazioni e un generale miglioramento delle attuali condizioni esistenti.

Per il settore lattiero-caseario, già oggi l’Italia è al primo posto per le esportazioni in Canada e con il Ceta può arrivare a raddoppiare le proprie vendite. Non solo, ben 11 formaggi Dop (e altri 30 prodotti Dop, prosciutto di San Daniele compreso) hanno ottenuto una tutela che prima (e fuori) dell’accordo non esisteva e non potrebbe esistere: il numero di denominazioni d’origine (Dop e Igp) che il Ceta riconosce all’Italia ai fini della protezione è pari al totale delle indicazioni geografiche europee che la Commissione ha proposto alla comunità mondiale per la relativa tutela, nel corso dei negoziati del “Doha Round”.

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