Comunità di montagna: si rispetti la volontà dei Comuni

2 Gennaio 2021

Moretuzzo e Bidoli

UDINE. «Quello che sta succedendo nelle Comunità di montagna del Friuli occidentale è il segno dell’incapacità della Giunta Fedriga di affrontare davvero i problemi. Il tempo della propaganda è finito, ora i nodi vengono al pettine. Ci aspettiamo che tutti quelli che nella passata legislatura si sono stracciati le vesti e hanno gridato allo scandalo per le imposizioni delle Uti, ora facciano altrettanto per denunciare il mancato rispetto della volontà espressa democraticamente da ben 7 Consigli comunali: Maniago, Vajont, Arba, Claut, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto e Frisanco». È quanto affermano i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, dopo l’annuncio di ricorsi e impugnazioni da parte di alcuni primi cittadini per bloccare le spartizioni territoriali tra le Comunità di montagna est e ovest decise nel corso della recente Conferenza dei sindaci.

«Abbiamo segnalato fin dall’inizio il pasticcio di una legge che non affronta nessun tema urgente e sta spaccando il territorio, pregiudicando una vera possibilità di coesione per queste comunità. Il caos in corso nel Friuli occidentale è un esempio plastico della dannosità di una legge che per alcune amministrazioni ha declamato il “liberi tutti” da qualunque vincolo o incentivo rispetto alla messa in comune dei servizi e alla definizione di una visione comune sullo sviluppo dei diversi ambiti locali, per altri, come nel caso di specie, l’obbligatorietà di adesione, e nel contempo ha riesumato i cadaveri delle Province costituendo i nuovi Enti di decentramento regionale che in realtà sono dei carrozzoni nati commissariati, non elettivi e che costano già decine di milioni di euro senza svolgere alcun servizio – evidenziano Bidoli e Moretuzzo –. È imbarazzante leggere le dichiarazioni di fine anno del Presidente Fedriga che ha annunciato per l’ennesima volta la trasformazione degli Edr in enti elettivi: sa benissimo che questo non è possibile, se non con una legge di rango costituzionale che oggi è di fatto impensabile, eppure continua a dispensare slogan a piene mani, in perenne campagna elettorale. Ora serve altro: un’azione amministrativa davvero in grado di affrontare le questioni impellenti sul tavolo degli enti locali, dal problema del personale che manca a quello delle gare d’appalto e delle relative risorse bloccate da anni. Si risolvano quindi i problemi veri e si rispetti la sovranità democratica dei Consigli comunali, a partire da quelli che si sono espressi sull’adesione a una Comunità di montagna diversa da quella che altri sindaci hanno scelto per loro».

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