Come gestire il “dopo”? Le proposte di Sinistra italiana

8 Aprile 2020

UDINE. Sinistra Italiana, pur nella difficoltà del momento, continua la sua attività politica e lo ha dimostrato ieri sera – come si apprende da un comunicato – in un’assemblea aperta online, organizzata con webcam e pc, dove sono intervenuti Giovanni Paglia (direzione nazionale Si), Calogero Anzallo (medico psicoterapeuta), Orietta Olivo (Segretaria Fp Ccgil Fvg) e Gianni Cavallini (Mediterranea Fvg). Il tema principale è stato chiaramente il Coronavirus e le sue implicazioni nella sanità ed economia del Paese e della Regione Fvg.

“Da questa pandemia abbiamo ottenuto delle certezze – esordisce Paglia -, ossia che il pubblico riesce a gestire meglio l’urto delle emergenze e che ci sono lavoratori essenziali che spesso non sono valorizzati come dovrebbero, siano essi infermieri o cassieri dei supermercati, se non nel momento di emergenza. Il Governo – prosegue – ha agito bene, garantendo da una parte una continuità di reddito a gran parte dei lavoratori e dall’altra una liquidità alle imprese, azioni che permettono al Paese di non capitolare per il momento, ma che necessitano di un’operazione parallela dall’Ue, che deve attuare misure straordinarie, eurobond in primis. Non possiamo fare la fine della Grecia, lo sappiamo noi e lo sa anche l’Europa”.

Sulla situazione regionale invece è intervenuto Calogero Anzallo, che si augura che i dati odierni di regressione vengano confermati anche nei prossimi giorni, sostenendo che tutto il comparto della Sanità ha retto molto bene alla pandemia, forte soprattutto del 96% di strutture pubbliche, ma che continuano a mancare Dpi nelle corsie degli ospedali, in cui si registrano infezioni tra personale medico fino al 16% (in Lombardia, regione più colpita, è al 14%).

Gli fa eco Orietta Olivo, riferendosi alle case di riposo: “Se nelle strutture pubbliche abbiamo totale contezza dei casi di infezione, in quelle private la situazione è poco chiara, come poco chiara è anche la situazione degli impiegati pubblici comunali, dove solo il 55% ha possibilità di fare smartworking”. Numeri che mettono in chiaro che l’emergenza non è uguale per tutti, come poi sottolinea Gianni Cavallini, portando gli esempi di chi in casa deve badare a figli con disabilità o chi ha malattie che necessitano di avere un contatto diretto coi medici, soluzione ora non praticabile. “Cosa succederà se nella fantomatica fase 3 il Governo non sarà pronto a sostenere i milioni di cittadini che necessiteranno di un reddito? Rischiamo una polveriera sociale di interi settori, dall’agricoltura al turismo, che si basano in gran parte su lavoratori stagionali sottopagati, di cui ora finalmente capiamo davvero l’importanza”.

Le azioni che Sinistra Italiana propone sono, dunque, essenzialmente due: un reddito universale finanziato da una patrimoniale, per dare un sostegno concreto alle fasce più deboli della società e una ancor maggiore centralità del pubblico, garante di evidente affidabilità.

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