L’emergenza cinghiali rimane

23 Gennaio 2016

PORDENONE – La Coldiretti di Pordenone con il presidente Cesare Bertoia, sul problema cinghiali, riguardo quanto affermato dalla Provincia precisa: “Magari il problema dei danni provocati dai cinghiali in agricoltura fosse risolto! Certamente può esserci stata una riduzione dovuta a motivi naturali (malattie) o all’ effetto senz’altro positivo dei prelievi in deroga, ma –aggiunge il presidente- non possiamo fare un censimento dei cinghiali sulla base delle domande di indennizzo presentate dagli agricoltori. La verità è –continua Bertoia- che nel tempo diversi motivi hanno scoraggiato gli agricoltori dal presentare la richiesta di risarcimento”.

Tra questi il presidente ricorda la necessità di superare una cifra minima del danno, l’iter burocratico, dover pagare da trenta euro in su per i controlli. Inoltre, se il danno si ripete negli anni dover dimostrare di aver messo in atto soluzioni a difesa dei terreni (recinti) che comunque comportano costi e disagi. E ancora per importi più elevati obbligo di presentare perizia di un tecnico, oltre ai tempi lunghi per il risarcimento.

“Gli agricoltori – riprende Bertoia – si sono semplicemente stufati e in alcuni hanno cercato di assicurarsi, rimettendoci comunque di tasca propria e più frequentemente –conclude il presidente- si sono rassegnati a cambiare colture nei fondi più soggetti ai disastri o addirittura a dover abbandonare lo sfalcio di certi prati della zona collinare e montana”. Secondo la Coldiretti, il problema cinghiali rimane quindi aperto anche per l’agricoltura. Lo stesso vale per altre specie dannose come colombi, corvidi e soprattutto le nutrie, il cui impatto sulle colture e sugli argini è devastante.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!