Coldiretti: è urgente togliere la ghiaia dal Lago di Barcis

28 Ottobre 2019

PORDENONE. A ormai un anno dalla devastante alluvione denominata Vaia Coldiretti Pordenone riporta l’attenzione sull’importanza del lago di Barcis e sulla necessaria opera di sghiaiamento. Attualmente – si spiega in un comunicato – il lago di Barcis ha una capacità di circa dieci milioni di metri cubi d’acqua, metà del suo potenziale originario, e continua chiaramente a ridursi. I problemi legati alla mancata manutenzione sono molteplici e tutti importanti: problemi di sicurezza e protezione civile sul lago e a monte sul Cellina, problemi ambientali e turistici, difficoltà strutturali e tecniche per l’impatto che l’opera di sghiaiamento chiaramente comporta. Ma la locale federazione Coldiretti vuole sottolineare anche l’importanza economica del bacino per l’irrigazione e quindi per l’agricoltura.

“Abbiamo appreso con soddisfazione – afferma il presidente Matteo Zolin – le dichiarazioni dell’assessore Riccardi sui tempi di avvio delle operazioni di pulizia, augurandoci che non ci siano ulteriori ritardi. Purtroppo la dimezzata capacità del bacino di Barcis mette a rischio le future campagne irrigue, e sappiamo che senza acqua non si fa agricoltura e reddito. Siamo preoccupati perché riuscire già solo a togliere gli auspicati duecento mila metri cubi di ghiaia all’anno dal lago non sarà semplice e basterà solo a non peggiorare la situazione. I cambiamenti climatici – prosegue Zolin – stanno portando a un mutamento delle precipitazioni; i quantitativi di acqua sono ancora sufficienti ma sono concentrati in pochi eventi durante l’anno. Diventa quindi fondamentale poter bloccare la risorsa acqua in quei momenti per poterne poi usufruire nei sempre più lunghi periodi siccitosi”.

Coldiretti sottolinea l’importanza degli investimenti che l’agricoltura sta facendo e deve continuare a fare sul risparmio idrico: l’acqua a disposizione dell’irrigazione è solo una parte di quella contenuta nei bacini e, se in determinate stagioni più critiche non c’è un contemporaneo apporto dai torrenti montani, fa presto a finire. Per garantire in futuro autonomia irrigua e progettare ampliamenti delle campagne servite da questo prezioso bene, è necessario controllarne e rendere efficiente il consumo.

“Le concessioni irrigue sono immutate – ricorda Matteo Zolin – per questo non possiamo permetterci di rinunciare alla massima capacità dei bacini montani. Per fortuna si stanno risolvendo i problemi della Diga di Ravedis che però non può sopperire, se non in minima parte, alle mancate capacità di Barcis. Continueremo a vigilare, sollecitare e collaborare: serve il concorso di tutte le parte in causa con la massima convinzione e responsabilità. Attendiamo –conclude Zolin – con ansia lo sghiaiamento del lago di Barcis, da cui dipende il futuro di tante nostre imprese, tanti posti di lavoro, e tanta bontà e bellezza della pianura pordenonese”.

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