Coldiretti: anche Friulia e Frie finanzino le imprese agricole

31 Ottobre 2014

UDINE. Dopo aver valutato positivamente l’apertura di Mediocredito alle imprese agricole, il presidente di Coldiretti del Fvg Dario Ermacora, lancia una nuova sfida alla Regione: Friulia e Frie si aprano alle imprese agricole. Lo ha scritto nell’ultimo editoriale de il Coltivatore Friulano edito da Coldiretti e a diffusione regionale e lo ribadisce. “Abbiamo ringraziato la Giunta Serracchiani e l’assessore regionale Sergio Bolzonello per la decisione di aprire Mediocredito alle imprese agricole. E’ stato un passo importante, soprattutto dal punto di vista politico-sindacale e culturale perché con esso si riconosce, per la prima volta, che le imprese agricole, siano esse cooperative, aziende individuali, società di fatto o di capitale, sono imprese come le altre. E che, come tutte le altre, hanno bisogno di poter accedere a tutti i canali di finanziamento. In passato, infatti, si poteva accedere solo a strumenti finanziari previsti per le sole attività agricole – spiega Ermacora – e ci erano vietate altre forme di finanziamenti alle quali potevano accedere tutte le altre attività imprenditoriali. Insomma, il fatto che Mediocredito d’ora in poi consentirà operazioni di investimento e consolido debiti a un migliaio di imprese agricole della regione grazie a un fondo che “gira” 160 milioni di euro all’anno, è un elemento importante, ma non esaustivo”.

Mediocredito Fvg, banca di secondo livello, è infatti un istituto che ha una operatività del tutto simile a quella degli altri istituti e non interviene a sostegno della crescita e dello sviluppo delle imprese come fanno, per esempio, Friulia e Frie. Ecco perché Coldiretti lancia una nuovo sfida alla Regione e all’assessore Sergio Bolzonello in particolare. Anche il mondo agricolo, infatti, sta cambiando rapidamente ed ha bisogno di un adeguato sostegno finanziario. “Pensiamo per esempio – spiega Ermacora – alle filiera del mais ed al crollo del suo prezzo. Occorre intervenire attraverso lo sviluppo e il potenziamento delle filiere, occorre investire in linee di prodotti nuovi e in marketing, occorre associare produttori, essiccatoi e cooperative che manipolano e commercializzano i seminativi. Occorre dare loro maggior valore aggiunto trasformandoli in mangimi o in altri prodotti agroalimentari. Per raggiungere questi obiettivi occorrono ovviamente risorse adeguate che potrebbero arrivare anche da una partecipazione di Friulia a progetti di sviluppo di imprese cooperative del settore agroalimentare, anche nei settori del biologico, dell’ortofrutta, del vino, latte, carne, dell’agroambiente, della forestazione e della gestione del territorio”.

“Si potrebbe così sostenere con forza un nuovo new deal – conclude Ermacora – del settore agricolo del Fvg che già ora, nonostante la grave crisi, sta tornando ad essere attrattivo per i giovani che guardano con interesse all’agricoltura, con idee nuove e progetti innovativi. L’agricoltura, è bene ricordalo, nonostante mille difficoltà ed anche se quest’anno la situazione dei prezzi di seminativi, latte, carne, ortofrutta è davvero disastrosa, è comunque il solo settore che fa segnare una crescita del Pil ad un tasso dello 0,6%”.

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