Cittadini e imprese in lite col Fisco: la situazione in Fvg

30 Giugno 2021

UDINE. L’Ordine dei Commercialisti di Udine ha analizzato lo stato delle cause contro il Fisco, esponendo i dati per ogni provincia. Il Ministero dell’ Economia e delle Finanze ha infatti pubblicato i dati sul contenzioso tributario italiano relativi al 2020. Al 31 dicembre le cause pendenti tra Fisco e contribuenti, in primo e secondo grado, erano 345.295 (con 9.566 ricorsi pendenti in più, pari al +2,85%, rispetto al 2019). Nel 2020 i nuovi ricorsi pervenuti sono stati 150.317, di cui 108.634 presso le Commissioni Tributarie Provinciali e 41.683 presso le Regionali per il secondo grado di giudizio. In Triveneto il 2020 si è chiuso con 13.609 procedimenti pendenti, di cui 8.448 in primo grado e 5.161 in secondo, con un aumento del 21% delle pendenze rispetto al 2019 in cui erano 11.242.

Alberto-Maria Camilotti

In Friuli Venezia Giulia i procedimenti pendenti sono passati complessivamente (primo e secondo grado) dai 2.380 del 2019, ai 2.578 della fine del 2020; in Veneto si è passati dai 7.390 ai 9.347 e in Trentino Alto Adige dai 1.472 del 2019 ai 1.684 del 2020. Nel 2020 in Friuli Venezia Giulia, nel primo grado di giudizio, sono stati presentati 936 nuovi ricorsi alle Commissioni Tributarie Provinciali, circa il 25% in meno rispetto al 2019 in cui erano stati 1.250. Le decisioni sono state 953 con un calo del 27% rispetto al 2019 in cui sono state 1.316. Sul fronte dei procedimenti pendenti, tra le Commissioni Tributarie Provinciali del Friuli Venezia Giulia, si distingue Udine al primo posto con 487 procedimenti da definire, seguita da Trieste con 454, Pordenone con 113, infine Gorizia con 92 casi in attesa di pronuncia.

Nel secondo grado di giudizio, le cause pendenti presso la Commissione Tributaria Regionale del Friuli Venezia Giulia, sono passate dalle 1.217 del 31 dicembre 2019 alle 1.432 del 2020, mentre i ricorsi definiti sono stati 199 (erano 456 nel 2019) pari a -56% rispetto all’anno precedente, a fronte di un aumento dei ricorsi dell’11% passati dai 372 del 2019 ai 414 del 2020.

Dando uno sguardo alla tipologia di contenzioso fiscale, dei 5.202 nuovi ricorsi presentati alle Commissioni Provinciali del Triveneto nel 2020, il 44,20% riguardano l’impugnazione di provvedimenti emessi dall’Agenzia delle Entrate, il 16,93% emessi dall’ex Equitalia riscossioni, l’1,97% da Dogane – Monopoli, il 31,91% dagli Enti Locali e il 12,80% da altri Enti. Sul fronte dei valori medi del contenzioso tributario in Triveneto, in primo grado è in testa il Friuli Venezia Giulia con valori medi delle cause definite nel 2020 di oltre 350 mila euro, seguito dal Veneto con valori medi di poco inferiori ai 200 mila euro;, infine il Trentino Alto Adige con circa 130 mila euro. Per quanto riguarda il rapporto tra attività economiche e Fisco, il 46% dei ricorsi sono presentati da operatori nel settore dei servizi tra privati, il 27% dall’Industria, il 16% dal commercio, il 4% dai servizi pubblici e il 2% dalle imprese agricole, mentre i restanti sono “non classificabili”.

«Il contenzioso tributario rappresenta una delle attività su cui i nostri colleghi si concentrano e possono esprimere il meglio della propria preparazione – dichiara Alberto Maria Camilotti presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Udine -. In questo anno particolare i rallentamenti e le chiusure dovute al Covid-19 hanno di fatto reso difficile il rapporto con le Commissioni Tributarie. Si parla spesso di riforma fiscale nel nostro Paese, ma sono convinto – prosegue Camilotti – che una delle riforme più importanti debba, senza dubbio, essere quella legata al mondo del contenzioso fiscale. Se vogliamo è una delle parti della Riforma più generale che i cittadini e gli imprenditori si aspettano.

Un sistema fiscale equo e lineare rappresenta certamente una attrattiva per investimenti dall’estero o quantomeno può rappresentare un valido incentivo a restare sul nostro territorio. Altrettanto importante è la Giustizia: nel campo tributario velocità di sentenza ed equità di giudizio dovrebbero rappresentare un dovere da parte di uno Stato di diritto, perché molto spesso imprenditori e cittadini pagano un prezzo troppo alto in termini di competitività rispetto ad altri Paesi.

Sono sempre più convinto che dovrebbe esistere un’ Authority di garanzia, un soggetto terzo che faccia da garante fra l’Agenzia delle Entrate ed i Contribuenti, fino a quando le Commissioni Tributarie avranno come referente istituzionale il Mef e fino a quando non avremo giudici professionali a curare il contenzioso, non potremmo avere una giustizia tributaria appagante».

«Nonostante i gravi condizionamenti che l’emergenza Covid-19 ha determinato sul funzionamento di tutto il comparto Giustizia, credo che si possa valutare positivamente la buona tenuta della giurisdizione tributaria presso la Commissione Provinciale di Udine – osserva il magistrato Oliviero Drigani presidente della Commissione Tributaria Provinciale di Udine – ove non si é registrato – come invece avvenuto altrove – nessun “crollo” di rendimento né quanto alla ordinaria calendarizzazione delle udienze né rispetto ai dati statistici della produttività. Le udienze, infatti, sono state quasi sempre celebrate regolarmente, ancorché per una parte di esse i collegi giudicanti abbiano adottato la formula organizzativa della celebrazione “da remoto”, cioè mediante collegamenti audio/video esterni, effettuati grazie all’impegno organizzativo ed alla dedizione della struttura della Segreteria della Commissione stessa. Va poi sottolineato il fatto che presso la Commissione Tributaria Provinciale di Udine è stata comunque assicurata un’elevata percentuale di udienze “in presenza”, che hanno cioè potuto svolgersi normalmente – in condizioni di assoluta sicurezza sanitaria – a seguito degli accordi intercorsi con la locale Agenzia delle Entrate, la quale ha messo a disposizione dell’attività giudiziaria un’ampia e attrezzata sala pienamente idonea a garantire l’ordinata affluenza dei professionisti e dei contribuenti. Ancora una volta, dunque (ed in questo senso tutti i giudici hanno dato concreta prova di serietà e di impegno), la giurisdizione tributaria del nostro territorio ha dimostrato di poter reggere la sfida della innovazione e di saper rispondere alla sempre crescente domanda di giustizia, dimostrando con i fatti che non saranno certo le vagheggiate grandi riforme del processo tributario a poterne garantire l’efficienza e la qualità del prodotto, quanto – appunto – la dedizione e la professionalità dei suoi attori. Vale a dire: le idee camminano sulle gambe degli uomini».

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