Chiusa con successo la prima edizione del Festival delle Valli del Natisone

10 Agosto 2017

UDINE – Itinerante, transfrontaliero e multiculturale per vocazione è giunto a conclusione con successo, in questa sua prima edizione rinnovata, il Festival delle Valli del Natisone/Festival V Nadiških Dolinah, «finalmente riemerso – spiegano i promotori dell’Associazione Puppet e del CTA Gorizia – con la forza di un progetto che evidenzia in modo ancor più chiaro il legame ormai storico con il territorio, aprendosi a forme di teatralità non solo “di Figura”. Otto giorni, una ventina di spettacoli e oltre 50 artisti hanno intessuto un dialogo non solo ideale ma concreto, fattivo, tra artisti e valligiani, e tra valligiani e spettatori ospiti in materia di canti, di orti e di storie locali».

I curatori del festival, Roberto Piaggio e Fernando Marchiori, sottolineano i punti di forza di questa edizione 2017: «a Cicigolis (Pulfero) l’evento Cantare il fronte, con Giovanni Dell’Olivo e il Collettivo di Lagunaria, ha avviato un dialogo scenico con i Nediski Puobi, il coro più antico e più noto delle Valli del Natisone, proponendo un percorso tra i fronti della Grande guerra all’insegna dei canti anarchici, libertari, di testimonianza; a Lase (Drenchia) il festival ha proposto una giornata dedicata agli Orti nelle Valli, con visite guidate (dagli abitanti, a cura dell’associazione Kobilja glava) agli orti di alcuni paesi (hanno aspetti storici, morfologici e colturali molto particolari), seguite dallo spettacolo Orti insorti di Elena Guerrini, dalla premiazione del miglior orto dei paesi coinvolti e dalla tavolata tutti insieme a fine serata con il minestrone cucinato ovviamente con i prodotti degli stessi orti; a Masseris (Savogna) la proposta Storie raccolte lungo un sentiero ha visto una scrittrice abitante del paese (Luisa Battistig) raccontare appunto alcune storie locali durante e dopo una passeggiata circolare fra tre paesi (Masseris, Jelina, Dus); la sera nel paese vicino (Tercimonte) ha risposto la tradizione del festival con un Giovannin senza paura della storica compagnia Pupi di Stac. Marionette e burattini restano il cuore della manifestazione, ma sempre più in dialogo con gli altri linguaggi della scena, in un orizzonte artistico che, nel corso di otto giornate e diciannove spettacoli, ha abbracciato anche il teatro d’attore e di narrazione, il teatro musicale e il nouveau cirque, il teatro danza… »

L’edizione 2017 del Festival era promossa dall’Associazione Puppet FVG con il CTA – Centro Teatro Animazioni Gorizia, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e in sinergia con i nove Comuni delle Valli del Natisone: San Pietro al Natisone/ Špietar, Drenchia/ Dreka, Grimacco/ Garmak, San Leonardo/ Svet Lienart, Pulfero/ Podbuniesac, Stregna/ Sriednje, Savogna/ Sauodnja, Torreano/ Tauarjana, Prepotto/ Prapotno, Kobarid/Caporetto.

«Sulla capacità attrattiva dei luoghi si giocano le opportunità concrete di promozione del territorio del Natisone, forte di una grande tradizione e di un solido patrimonio storico e culturale – spiega Roberto Piaggio –  Per questo la chiave del festival è stato il dialogo sempre più intenso con le Valli e i suoi abitanti.». «Rinnovando la sua proposta, il Festival ha riscoperto l’interesse del pubblico – sottolinea Fernando Marchiori – e possiamo considerare l’apertura a forme di teatralità non espressamente di “figura” come una scommessa, a tutti gli effetti, vinta. Un risultato che ci  invita a proseguire tenacemente lungo questo nuovo corso». 

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