Chiesti interventi urgenti per stranieri e richiedenti asilo

25 Marzo 2020

POZZUOLO. ”Nei periodi di crisi, gli effetti delle disuguaglianze formali e sostanziali diventano ancor più evidenti. Le note che seguono forniscono una prima panoramica sui diritti dei cittadini stranieri messi a rischio dall’emergenza Covid-19”. Così inizia il Documento, sottoscritto da decine di associazioni nazionali e dalla Rete Dasi Fvg, per spezzare il silenzio ed evidenziare le criticità che, in questa drammatica situazione di emergenza da Covid-19, caratterizzano la condizione delle persone straniere e in particolare dei/delle richiedenti asilo, delle persone senza fissa dimora e dei lavoratori e delle lavoratrici ammassati negli insediamenti informali rurali. Persone che a oggi sono prive di effettiva tutela, nella maggioranza dei casi anche degli strumenti minimi di contenimento (mascherine e guanti – acqua, servizi igienici), e oggettivamente impossibilitate a rispettare le misure previste dal legislatore, vivendo in luoghi che di per sé costituiscono assembramenti. Il documento non si limita a enucleare dette criticità, ma propone e chiede al legislatore soluzioni concrete e immediate, che consentano di garantire a tutte le persone le medesime tutele previste dai provvedimenti per contenere il contagio da coronavirus.

DOCUMENTO EMERGENZA-COVID-19 E DIRITTI STRANIERI

Come dichiara Pierluigi Di Piazza nel video di presentazione del documento a nome della Rete Dasi Fvg, (https://www.youtube.com/watch?v=-ea193K05ug) la situazione drammatica che stiamo vivendo sottolinea come “la specie umana abbia un unico destino di vita e di morte e questo prima di essere un postulato etico è un dato oggettivo che richiama immediatamente i Diritti Umani, che sono uguali per tutti o non sono più tali. In questa situazione drammatica è doveroso chiedersi: gli stranieri dove sono? Chi si occupa di loro?”. Un forte richiamo al dovere delle Istituzioni a occuparsi anche della salute e dei rischi della salute degli stranieri, parte della Salute Pubblica.

Il primo punto d’analisi, citato da Di Piazza, riguarda le grandi strutture di accoglienza (Centri straordinari di accoglienza che dalla riforma del cd. decreto sicurezza n. 118/2018 sono diventati grandi contenitori di persone, con significativa riduzione dei servizi, compresi quelli sanitari): le Associazioni firmatarie chiedono che vengano chiusi, riorganizzando il sistema secondo il modello della cosiddetta ‘accoglienza diffusa’ in piccoli appartamenti e distribuiti nei territori, essendo impossibile nei contesti attuali il rispetto delle misure legali vigenti, a partire dalla distanza tra le persone e al divieto di assembramenti.

Il Documento chiede, altresì, che venga consentito l’accesso al Siproimi anche per coloro che ne sono stati esclusi dal decreto sicurezza (titolari di permesso umanitario, richiedenti asilo) e che le persone senza fissa dimora o che vivono negli insediamenti informali rurali (cioè che lavorano nell’agricoltura per fornire i prodotti per la vita quotidiana) siano accolte in strutture adeguate, con dotazione di acqua e servizi igienici, oggi assenti in questi ultimi. Analoghe le richieste per i Cpr e gli Hot-Spot, evidenziando, quanto ai primi, la necessità di impedire nuovi ingressi e per le persone già trattenute di disporre le misure alternative al trattenimento, stante l’impossibilità attuale di eseguire ogni rimpatrio nei Paesi di origine.

Di Piazza sottolinea inoltre la preoccupazione per tutte le persone senza fissa dimora, italiane e straniere, che si trovano impossibilitate a restare a casa e a rispettare le norme igieniche fondamentali in questo grave momento di pandemia che portano a un alto rischio sanitario per loro stessi e gli altri. Viene chiesto dunque l’ampliamento e la proroga di tutte le misure per l’emergenza freddo almeno fino al 30 aprile 2020.

Il documento non si dimentica neppure della situazione in cui versano le persone migranti che anche in questo periodo possono arrivare in Italia, per cercare di sottrarsi a morte e torture nei campi in Libia o in fuga da situazioni di grave pericolo. ”Rispetto a costoro chiediamo che vengano predisposte misure che consentano la rapida indicazione di un porto sicuro per lo sbarco e la predisposizioni di protocolli atti a evitare la diffusione della pandemia in corso”. Come dichiara nel video (https://www.youtube.com/watch?v=-ea193K05ug) Pierluigi Di Piazza “Siamo tutti sulla stessa barca, nessun porto deve essere chiuso per nessuna persona”. Il Documento non dimentica nemmeno di esortare il legislatore a non ignorare le riforme che da tempo sono urgenti per le persone straniere e per la democrazia tutta, dalla cittadinanza, all’abrogazione dei cosiddetti decreti sicurezza, alla sempre più urgente regolarizzazione.

L’insieme di queste richieste, che ci auguriamo il legislatore e tutte le competenti autorità prendano immediatamente in considerazione, non rispondono solo a una imprescindibile necessità di trattamento uguale per tutte le persone, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (art. 3 Costituzione), ma ad una necessità per la salvaguardia dell’intera salute pubblica.

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